La città di Fondi, nel basso Lazio, è un nuovo focolaio di coronavirus. E la Regione in tarda serata ha emesso un’ordinanza per chiudere il comune in provincia di Latina, in entrata e in uscita. È il radicale provvedimento emesso nei confronti del comune pontino. Ieri, infatti, la Asl di Latina aveva fatto registrare altri 7 nuovi casi, comunicati nel bollettino del pomeriggio di oggi. Già da questa mattina, gli emissari della direzione regionale salute si sono recati sul posto a svolgere uno studio epidemiologico di urgenza dal quale è risultato che circa l’1% della popolazione – intorno ai 40mila abitanti – sarebbe positivo al Covid-19. Basti pensare che il comune di Codogno, primo focolaio nazionale, aveva fatto registrare un tasso di contagio dello 0,9%. Se la stima fosse confermata, vorrebbe dire che al momento a Fondi ci sarebbero circa 400 persone potenzialmente infette, seppur asintomatiche.

Analizzato lo studio, è scattata subito la procedura d’emergenza. Il provvedimento firmato dal vicepresidente della Regione, Daniele Leodori, e dall’assessore alla sanità, Alessio D’Amato, prevede fra le altre cose il divieto di allontanamento dal territorio da parte di tutte le persone presenti e il divieto d’accesso – salvo rientro al domicilio – la sospensione delle attività degli uffici pubblici, il divieto di spostamento delle persone fisiche e la sospensione delle attività commerciali. Molta apprensione per le forti restrizioni al mercato ortofrutticolo, il più grande d’Italia e uno dei più importanti d’Europa, che rifornisce la filiera alimentare di buona parte del Centro-Sud. Per ora l’accesso rimane consentito, seppur con controlli stringenti, e l’orario di apertura limitato dalla domenica al venerdì dalle 5 alle 14.

Sul comune di Fondi si erano accesi i riflettori sin dai primi giorni dell’emergenza. In particolare, ha fatto il giro del Paese la notizia di una festa di Carnevale organizzata il 25 febbraio scorso in un centro anziani, al quale hanno partecipato circa 80 fra gli over 65 della cittadina. Il 6 marzo successivo, le autorità sanitarie hanno riscontrato due tamponi positivi fra i partecipanti e altri 3 fra i loro familiari. Il contagio era stato dovuto ai figli di alcuni di loro, residenti nel nord Italia, che in quei giorni avevano fatto visita ai genitori. Pochi giorni dopo, è deceduta una donna di 90 anni. Ma non è tutto: nei primi giorni di marzo, il pronto soccorso dell’ospedale di Fondi ha necessitato più volte di una sanificazione completa a causa dell’arrivo improvvido di persone con sintomi risultate poi positive al coronavirus. La Asl della provincia di Latina, stando al bollettino odierno, è quella più colpita nel Lazio, con 135 tamponi positivi sugli 834 registrati in tutta la Regione.

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