Durissimo monito del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, contro i campani “irresponsabili” e attacco anche contro il governo Conte per certa timidezza in alcuni punti del decreto varato per l’emergenza del coronavirus.
De Luca fa il punto sul quadro dei contagi in Campania: 222 casi positivi, di cui 14 ricoverati in terapia intensiva, con un incremento di contagiati da 180 a 222 in un giorno. Poi espone il piano di emergenza B, in previsione del picco, che, secondo uno studio elaborato dall‘ospedale Cotugno di Napoli, avverrà a metà aprile.

Il presidente campano mostra il grafico: “Ci sono tre scenari: normale, di emergenza, e grave. Calcolando lo scenario più grave, entro il 14 aprile avremo bisogno di 150 posti letto in terapia intensiva. Poi si prevede una curva discendente dei contagi a inizio maggio. Quindi, dobbiamo reggere un mese e mezzo, due mesi e poi non avremo in Campania un medico che sarà costretto ad affrontare l’alternativa su chi deve vivere e chi deve morire. Perché al nord si deve decidere se ricoverare in terapia intensiva uno con trauma cranico o uno con Covid”.

De Luca è netto e fermo: “Il piano di emergenza che abbiamo preparato in caso di picco di contagi potrà funzionare solo se ci sarà la massima collaborazione dei cittadini. Vi è un’ordinanza che prevede che non si possa circolare liberamente per le strade, se non per motivi di urgenza. Quello che è vietato è passeggiare. Abbiamo avuto una comunicazione estremamente confusa anche da parte di organi del governo nazionale. L’ordinanza nazionale prevede che chi va in giro senza motivi di urgenza è passibile di 3 mesi di carcere e di un’ammenda fino a 206 euro. Tuttavia, queste misure non vengono ancora messe in atto dalle forze di polizia e dai vigili urbani – continua – Anzi, abbiamo sentito qualche comunicazione assolutamente sbagliata da Roma, perfino dal ministero dell’Interno, e cioè che si può passeggiare, purché si mantenga un metro di distanza. Questa è una idiozia. Non si può camminare per strada senza ragione motivata. Per questo, sto preparando un’ordinanza che non solo vieta di passeggiare per strada, ma costringerà tutte le persone individuate a circolare senza motivo a una quarantena di 15 giorni. Ti trovo in mezzo alla strada o a passeggiare su lungomare o stravaccato sulla panchina? Ti obbligo alla quarantena di 15 giorni“.

Il politico fa esempi pratici di contagio (come il fumare per strada) e aggiunge: “Siamo purtroppo costretti a fare queste ordinanze, perché c’è il 90% dei cittadini che ha capito che la situazione è seria, ma c’è un 10% di irresponsabili, che vanno neutralizzati e messi in condizioni di non nuocere. Inviteremo anche il governo a dare comunicazioni serie e coerenti. Ma come è possibile? Chiudiamo i parchi pubblici, i bar e i pub e poi si può passeggiare? Ho dovuto fare un’altra ordinanza, più rigorosa di quella nazionale, che prevede in Campania il divieto di cibo da asporto, a meno che non sia preconfezionato e trasportato da addetti dotati di mascherine. Stiamo parlando di 15 giorni. Stiamoci fermi in questi 15 giorni“.

E rincara: “Noi con le ordinanze possiamo regolare il 99% dei problemi, ma poi deve essere messo in funzione il cervello della gente. A volte pare di avere a che fare con persone che sembrano ragazzini della prima comunione. La testa non serve solo a separare le orecchie, ma anche a connettere i neuroni, cioè a far funzionare la mente. Ho chiesto anche al presidente del Consiglio e ai ministeri interessati la presenza dell’Esercito nei territori. I quartieri vanno militarizzati, ovviamente nel senso normale. Bisogna avere le forze dell’ordine, che devono fare multe e chi viene multato viene messo in quarantena. Ma sono necessari anche reparti dell’Esercito, attrezzati e protetti, che servono a scoraggiare la mobilità non consentita. Non possiamo più essere Italia del ‘mezzo mezzo’ e del ‘fare finta’“.

De Luca conclude: “La Cina, dove ci sono un miliardo e mezzo di cristiani, nella giornata di ieri ha registrato solo 8 contagi, cioè sta uscendo dalla epidemia. Noi dobbiamo reggere ancora per un mese e mezzo o due mesi, se però facciamo tutti il nostro dovere. Ovviamente in Cina hanno dei metodi educativi e pedagogici di diversa efficacia rispetto all’Europa. Ad esempio, un 23enne che ha violato la quarantena, buttandosi anche con la macchina contro le forze dell’ordine, è stato fucilato. Ora, nelle democrazie occidentali non esistono questi metodi terapeutici. Esistono la coscienza e il senso di responsabilità, purché la coscienza sia utilizzata e fatta valere”.

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