Era solo una questione di tempo. Ora è arrivato il primo caso di calciatore di Serie A positivo al Covid-19. E non è un nome di secondo piano: si tratta del difensore della Juventus (e della nazionale italiana) Daniele Rugani, che attualmente è asintomatico. La notizia della positività è stata comunicata direttamente dalla società bianconera tramite una nota ufficiale in cui è stato anche annunciato l’avvio di tutte le procedure di isolamento previste dalla normativa, compreso il censimento di quanti hanno avuto contatti con lui. In tal senso, sembra scontato anche l’isolamento di giocatori e staff tecnico dell’Inter, che domenica scorsa ha affrontato i bianconeri nella gara persa allo Juventus Stadium per 2-0. La stessa società nerazzurra ha diramato una nota per comunicare la sospensione “di ogni attività agonistica sino a nuova comunicazione“. Valutazione identica potrebbe farla il Brescia che ha affrontato la Juve il 16 febbraio, più difficile che lo faccia la Spal che ha giocato con i bianconeri il 22 febbraio.

Una previsione, quella della positività di un calciatore della massima serie di calcio italiana, che era stata fatta anche dal presidente della Figc Gabriele Gravina. Nei giorni in cui il calcio aveva deciso di non fermarsi per provare a potare avanti la stagione, il massimo dirigente della Federcalcio aveva detto che comunque al primo caso di positività al coronavirus il torneo si sarebbe fermato. Nonostante il ritardo, però, per fortuna la A ha deciso lo stop prima di oggi.

La positività di Rugani e il conseguente isolamento della Juventus, inoltre, crea un problema non di secondaria importanza: la prossima settimana, infatti, i bianconeri sono impegnati nel ritorno degli ottavi di Champions League contro il Lione (all’andata sconfitta per 1-0 in Francia). Stando così le cose è impensabile che la partita si giochi. Cosa potrebbe succedere? O un rinvio concesso dalla Uefa (e con le ovvie proteste del Lione) oppure la sconfitta a tavolino, ipotesi che però al momento è davvero difficile da pronosticare. Già oggi, ad esempio, la Uefa ha dovuto rimandare le due gare di Europa League delle italiane, anche se per altri motivi: il Getafe si è rifiutato di volare a Milano, la Roma non ha ottenuto il permesso di atterrare a Siviglia. Il massimo organismo continentale non ha potuto far altro che rimandare i match a data da destinarsi. Succederà lo stesso per la Champions?

Quello di Rugani non è il primo caso di positività nel mondo del calcio italiano. E i precedenti portano sempre ai campioni d’Italia della Juve, seppur indirettamente. Il primo a risultare positivo al Covid-19, infatti, è stato un giocatore della Pianese, squadra del girone A di Serie C, torneo nel quale milita anche la Juventus Under 23. Di più: Pianese e Juve Under 23 si sono affrontate il 23 febbraio, allo stadio Moccagatta di Alessandria, ovvero quando l’emergenza contagio non era ancora esplosa. La seconda squadra bianconera, si ricorderà, si allena con Cristiano Ronaldo e compagni, motivo per cui una volta emersa la positività del calciatore della Pianese, la società torinese aveva comunicato lo stop all’attività della Juve B. Sempre in C, inoltre, da segnalare che anche un giocatore della Reggiana (Girone B) è risultato positivo, il tutto mentre la Lega Pro presieduta da Ghirelli aveva già deciso di stoppare due gironi su tre del campionato fino al 15 marzo. Nei giorni scorsi, poi, lo stesso presidente di Lega aveva comunicato che in C non si sarebbe giocato almeno fino ad aprile.

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