Rosicchiare tempo agli Europei (o proprio rinviarli), congelare la classifica attuale solo per i piazzamenti o anche per il titolo, oppure addirittura disputare playoff e playout per finire la stagione. Dopo lo stop a tutto lo sport chiesto dal Coni e imposto dal governo, il calcio comincia a interrogarsi seriamente su cosa succederà al campionato. Anzi, alla Serie A, perché mentre per le categorie inferiori c’è più tempo per recuperare, il calendario intasato e la concomitanza con Euro 2020 hanno trasformato la massima serie in un rebus quasi impossibile da risolvere. Sul tavolo della Figc al momento ci sono quattro ipotesi: tutte improbabili, difficili da percorrere, con enormi rischi legali all’orizzonte. Nessuno sa davvero cosa fare, per il semplice fatto che non esiste una regola e nemmeno un precedente. E poi qualsiasi ragionamento si basa sulla speranza di tornare in campo il 3 aprile, su cui non c’è alcuna garanzia. Una decisione però andrà presa per forza: le Leghe si sono riaggiornate al 23 marzo, con l’intenzione di scegliere prima dell’eventuale ripresa. L’ultima parola spetterà alla FederCalcio. Vediamo quali sono i possibili scenari.

CHIEDERE SPAZIO A EURO 2020 (O RINVIARLO) – La prima ipotesi, la preferita dai presidenti, sicuramente la più semplice, è quella di liberare un po’ di spazio nei calendari rosicchiandolo agli Europei (in calendario dal 12 giugno, con la partita inaugurale proprio a Roma). Se davvero si tornasse in campo il 3 aprile, potrebbe addirittura non servire un rinvio: la Figc punta a giocare fino al 31 maggio (sacrificando un po’ i ritiri delle nazionali), così posticipando la Coppa Italia (ad agosto) si riuscirebbero a recuperare tutte le gare. Se servisse più tempo, si potrebbe rinviare di una o due settimane. Se invece l’emergenza si prolungasse, è chiaro che a quel punto servirebbe tutta l’estate per finire il campionato: si parla di far slittare gli Europei al 2021, anno solo in apparenza libero di impegni internazionali (ci sono comunque altre competizioni come la Nations League). Il problema principale è che non dipende dall’Italia ma dall’Europa: i primi contatti sono stati avviati, ma la Uefa è contraria perché il torneo vale miliardi. Finché la Champions League proseguirà normalmente sarà dura convincerla, uno spiraglio si aprirà soltanto se la questione dovesse diventare continentale. In questo senso, dal divieto di disputare Basilea-Eintracht in Svizzera (è la prima gara internazionale a saltare per il Coronavirus) alle tante disposizioni di porte chiuse in campionati esteri, arrivano i primi segnali di un allargamento del fenomeno, per non parlare dei blocchi ai voli internazionali: presto il Coronavirus potrebbe non essere più un problema solo del pallone italiano. E allora sarà più facile trovare una soluzione di sistema.

I PLAYOFF PER SCUDETTO E RETROCESSIONE – L’altra idea per concludere il campionato sarebbe rivoluzionaria: disputare i playoff per il titolo e il playout per le retrocessioni. Così con un numero inferiore di partite da giocare (compatibile col calendario, eventualmente anche con gli Europei) si potrebbe arrivare comunque ad avere un verdetto sul campo. Certo, questa soluzione non avrebbe precedenti nella storia della Serie A, ma del resto tutta la situazione è straordinaria. E già in tempi non sospetti il presidente Gravina aveva detto di apprezzare il format dei playoff: potrebbe essere l’occasione per sperimentarlo.

CAMPIONATO MONCO: CLASSIFICA CONGELATA (E TANTI PROBLEMI) – Poi c’è lo scenario che nessuno si augura, anche perché il più difficile da decifrare: l’impossibilità di completare il campionato, per la conferma di Euro 2020, o per un prolungamento tale dell’emergenza per cui neanche giocare in estate basterebbe. Tendenzialmente viene esclusa l’ipotesi di cancellare per intero la stagione, come se non si fosse mai giocata, ripartendo dalla situazione dello scorso settembre: immaginate le proteste di Benevento e Monza, che sono già virtualmente promosse, o della Lazio di Lotito che dalla corsa per uno storico scudetto si ritroverebbe di nuovo in Europa League. Non resta che “cristallizzare” la classifica all’ultima giornata disputata per intero, con o più probabilmente senza assegnazione dello scudetto, solo ai fini di individuare i piazzamenti europei e le retrocessioni. Anche così però ci sarebbero problemi enormi: quasi impossibile far retrocedere qualcuno con ancora 12 partite da giocare senza finire in tribunale. Qualcuno ha parlato di blocco delle retrocessioni, ma è altrettanto folle immaginare una Serie A a 22 squadre proprio dopo che l’emergenza Coronavirus ha ricordato a tutti l’esigenza di ridurre il numero dei club per alleggerire il calendario. Insomma, così non se ne esce. Più di tutti i problemi legali, burocratici e politici, c’è però una ragione che spinge i presidenti a trovare una soluzione per giocare: i soldi. Senza partite, sarebbe a rischio l’ultima fetta dei ricavi dei diritti tv, che mandano avanti tutto il carrozzone, diversi club sarebbero a un passo dal fallimento. Per questo in una maniera o nell’altra questo campionato dovrà concludersi. Coronavirus permettendo.

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