Il Getafe non può partire per Milano, la Roma non può andare a Siviglia e di conseguenza anche il Napoli al momento non ha un modo per raggiungere Barcellona. Il blocco dei voli da e per l’Italia deciso dalla Spagna, nel frattempo diventato il secondo Paese europeo più colpito dal coronavirus, mette a rischio il regolare svolgimento di Champions ed Europa League che, a questo punto, senza una deroga per i club dovrà fermarsi. Ora anche l’Uefa, il massimo organismo del calcio europeo, non può più ignorare che l’emergenza è continentale e che la semplice soluzione delle porte chiuse può non essere sufficiente.

“In caso di conferma anche da parte del Governo italiano, non vedo troppe soluzioni: la partita sarebbe cancellata o rinviata”. Così Angel Torres, presidente del Getafe, è stato il primo a lanciare l’allarme sui media spagnoli. I voli vietati tra Italia e Spagna comprendono infatti anche i charter abitualmente utilizzati dalle società di calcio. Significa che per il Getafe è impossibile giocare la partita contro l’Inter in programma giovedì, valida per l’andata degli ottavi di Europa League. “Ogni giorno che passa, tutto si complica. Siamo in contatto con la Uefa e oggi vogliamo decidere sul da farsi”, ha aggiunto Torres.

Lo stesso discorso vale per la Roma che giovedì dovrebbe giocare a Siviglia, sempre in Europa League. I giallorossi al momento non sanno come arrivare in Spagna e per questo è in corso un intervento sia della Figc che della Uefa per trovare una soluzione per far arrivare la Roma a Siviglia, magari con una finestra aperta per il volo charter.

Questa infatti pare al momento l’unica soluzione per evitare lo stop dell’Europa League, così come della Champions. L’Atalanta è già in campo contro il Valencia mentre scriviamo, ma lo stesso problema si riproporrà anche la prossima settimana quando il Napoli dovrebbe giocare a Barcellona il ritorno degli ottavi dell’ex Coppa Campioni. Con la Serie A già ferma e gli altri massimi campionati, dalla Bundesliga alla Liga spagnola, che stanno scegliendo di andare avanti a porte chiuse, l’Uefa non può più ignorare che servirà presto un piano B anche per le competizioni europee.

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