Il coronavirus ferma anche lo sci: cancellate le finali di Coppa del mondo in programma dal 16 al 22 marzo a Cortina d’Ampezzo. La proposta della Federazione italiana Sport Invernali, che vedeva il supporto di ministero dello Sport, Coni, Regione Veneto e Comune, di tenere l’evento a porte chiuse, come autorizzato nel decreto del 4 marzo, “ha ricevuto tutti voti contrari ad eccezione di quello dell’Italia”, come si legge in una nota della Federazione internazionale al termine del Consiglio di emergenza. La stagione dello sci alpino si concluderà quindi con le gare di Kranjska Gora per quanto riguarda il calendario maschile, e di Aare per il calendario femminile. Le Finali non saranno né recuperate, né spostate in altra sede.

“È con grande rammarico che ho preso atto di questa decisione, ma ogni membro del Consiglio ha motivato la propria decisione di cancellare le Finali con le limitazioni che i rispettivi governi hanno loro imposto in relazione all’epidemia”, ha commentato il presidente Fisi, Flavio Roda. “Tutto ciò si è però concretizzato in una grave penalizzazione per il mondo dello sport, che avrà pesanti ricadute economiche sia per la Federazione che per la Fondazione Cortina 2021, che è l’organizzatore dei prossimi Mondiali e sarebbe dovuto essere anche l’organizzatore delle Finali”, ha aggiunto il n.1 della Federazione. “È una decisione che penalizzerà però tutto l’indotto della montagna italiana, in tutte le varie realtà imprenditoriali e associative, che grazie a queste Finali e ai prossimi Mondiali hanno deciso di supportare il movimento degli sport invernali con investimenti importanti e coraggiosi”, ha concluso Roda.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Coronavirus, lo sport riparte: calcio (ma non solo), ecco cosa vedere in tv questo weekend

next