Arma o esperimento scientifico? Nell’appuntamento di oggi con Domeniche Bestiali torna il bidone della spazzatura evocato da Buffon e viene utilizzato in seconda categoria. E non è la sola arma non convenzionale utilizzata in giornata. C’è poi chi resiste a restrizioni e chiusure, attrezzandosi come può e con spregio del pericolo per guardare partite off limits. Infine un lungo e dettagliato caso di stalking ai danni di un arbitro.

UN BIDONE DELLA SPAZZATURA AL POSTO DEL DIRIGENTE
Le parole di Buffon sull’arbitro Oliver post semifinale col Real sono ben note. Qualcuno però le avrà interpretate in maniera troppo letterale, come Zlourhi Ayoub, dell’Aosta calcio 511, Seconda Categoria Piemonte, squalificato per 5 giornate per aver “lanciato, a fine partita, un bidone della spazzatura addosso ai dirigenti della squadra avversaria, colpendoli”. Semplice arma non convenzionale oppure tentativo di passare dal bidone della spazzatura al posto del cuore al bidone della spazzatura al posto del dirigente, in maniera fisica?

“SPACO DIVANO AMAZO CAPITANO”
A proposito di armi non convenzionali, il bidone non è l’unico oggetto atto a offendere utilizzato in settimana. Merita sicuramente una menzione l’inventiva di Renzo Ayari dell’Alfaterna, Eccellenza Campania, che ha staccato una doga in legno dalla panchina per picchiare non un avversario, ma il suo capitano: “Con comportamento sleale, scorretto ed antisportivo a fine gara staccava una doga dalla panchina di legno, situata all’interno del recinto di gioco, e si recava con fare minaccioso verso il capitano della propria squadra intenzionato ad usarla contro quest’ultimo. L’intervento di altri giocatori e dirigenti ha scongiurato il peggio”. Tre giornate di squalifica, e si suppone le mazzate del capitano in allenamento.

“PER TE SCALEREI LE MONTAGNE…E GLI STADI”
I tifosi si sa, sono come gli innamorati, e bellissima è la foto che ci arriva da “Edizione Caserta” di un tifoso, peraltro neppure particolarmente aitante, che pur di vedere la sua squadra giocare, il Cervino, terza categoria campana, si è procurato una scala di ferro e l’ha appoggiata alle mura di cinta dello stadio, guardando così la gara, sfidando il pericolo, la scomodità e tutto il resto. Eroico.

LO STALKER
Una vera e propria persecuzione all’arbitro quella di Federico Scarso del San Bernardino Solferino, Prima Categoria Liguria, che non riuscendo a farsi una ragione dell’espulsione per doppia ammonizione comminatagli ha letteralmente perseguitato l’arbitro. Sei gare di squalifica, ma il racconto, lunghissimo, dell’arbitro merita di essere citato in alcuni passaggi: “Al termine della gara urlava espressioni irriguardose ed ingiuriose nei confronti dell’arbitro (…) Non appena l’arbitro giungeva nei pressi del proprio spogliatoio, si trovava il calciatore nuovamente di fronte ad aspettarlo (…) Passata una ventina di minuti, il ddg sentiva bussare alla porta e dall’esterno dello calciatore gli chiedeva un colloquio chiarificatore e al diniego del ddg, egli reagiva con ulteriori insulti (…) Trascorsi ulteriori dieci minuti, il ddg usciva dal proprio spogliatoio lì trovava nuovamente il calciatore chiedeva i motivi della sua espulsione (…) Rientrato nello spogliatoio per recuperare i propri oggetti, usciva dallo stesso trovando, ancora una volta, ad il calciatore. Scendendo nel parcheggio sottostante l’impianto di gioco lo attendeva all’esterno della sua autovettura e, gli rivolgeva ulteriori espressioni minacciose. Saliva, poi, sulla sua auto, e, con la sua autovettura si affiancava a quella del ddg, si fermava e, tirando giù il finestrino, gli urlava altre espressioni irriguardose, ripartendo, poi, subito dopo”. L’ha presa bene.

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