Trattenuti nello stabilimento per i tamponi e poi rimandati a casa con l’avvertimento di “applicare misure di cautela verso i familiari” in attesa di avere l’esito degli esami. Sono 120 i dipendenti della Unilever di Casalpusterlengo, lo stabilimento dove lavora il 38enne ricoverato a Codogno e colpito dal coronavirus, che sono stati sottoposti al test per verificare il loro stato di salute. “Siamo stati rimandati a casa in attesa degli esiti degli esami che dovrebbero arrivare tra domani e domenica. Ci hanno raccomandato ad esempio di non dormire nello stesso letto con nostra moglie”, ha riferito un dipendente all’agenzia Adnkronos. “Siamo in attesa”, ha invece dichiarato il responsabile Cgil Filctem Lodi Emanuele Caravello a ilfattoquotidiano.it, “di sapere e se lo stabilimento sarà messo in quarantena. Il problema sono i possibili contatti che ci sono stati con il lavoratore ricoverato. Dobbiamo pensare a luoghi come la mensa, ma anche alle macchinette del caffè. Il nostro delegato era lì in azienda solo ieri e a sua volta ha rapporti con tutti i rappresentanti delle camere del lavoro. Ci ha chiamato un altro iscritto da una azienda vicina che ha avuto rapporti con il paziente. Vuol dire dover estendere i controlli anche in quella zona”. La preoccupazione riguarda anche il lavoro e la retribuzione: “Attendiamo le disposizioni. Sappiamo ad esempio che oggi l’Enel di Codogno ha chiuso, considerando comunque la giornata retributiva. Bisogna capire come invece si comporteranno le aziende nei prossimi giorni”.

L’azienda si è mobilitata questa mattina, non appena è stato confermato il caso di Codogno. “Siamo stati avvertiti intorno alle 8”, ha continuato Caravello. “A quel punto è stato comunicato agli operai del turno delle 14 di non presentarsi, gli altri, insieme a quelli che lavorano nella stessa area del paziente, sono stati bloccati per il tampone”. Le prime voci che arrivavano dallo stabilimento erano molto spaventate: “Abbiamo paura, non sappiamo cosa dobbiamo fare”, erano le testimonianze raccolte ai cancelli. Solo in tarda serata i lavoratori sono potuti rientrare a casa: “Siamo molto più sollevati, abbiamo tirato un sospiro di sollievo”, hanno detto all’uscita alcuni di loro. “Siamo quasi tutti asintomatici, ma dobbiamo aspettare gli esiti degli esami”, che dovrebbero arrivare fra domani e domenica. Prima dell’esecuzione del tampone, hanno spiegato ancora, “siamo stati sottoposti a un questionario e a un breve colloquio, per capire che tipo di contatto avevamo avuto con il nostro collega ricoverato”. Dai primi contatti con il manager 38enne ricoverato “sono già passati dai 7 ai 9 giorni” e per le finestra di rischio di incubazione del virus fissata in 14 giorni “abbiamo ancora qualche giorno da aspettare”. Il paziente, secondo le prime ricostruzioni, dovrebbe infatti aver avuto i primi incontri con un amico manager rientrato dalla Cina il 21 gennaio scorso. In quel momento si suppone sia avvenuto il contagio, ma prima che il 38enne si presentasse al pronto soccorso di Codogno in gravi condizioni sono passati 16-18 giorni. Un lasso di tempo in cui chi è entrato in contatto diretto con lui è a rischio.

Lo stabilimento Unilever produce detersivi. Nello stesso stabilimento si trova anche la Serioplast, azienda che conta circa 90 lavoratori, che invece fornisce prodotti di plastica per Unilever. “Stiamo lavorando in collaborazione con Assolombarda“, ha detto Caravello, “e siamo in contatto costante con le aziende del territorio. Ci sono altre aziende che hanno mandato a casa i lavoratori. Noi abbiamo chiuso le sedi decentrate della Cgil. La nostra preoccupazione ora è mettere in sicurezza gli stabilimenti”. E ha chiuso: “Noi vogliamo dire ai lavoratori di mantenere la calma in questo momento e attenersi alle comunicazioni ufficiali”. Mentre le autorità sanitarie stanno cercando di ricostruire la mappa degli spostamenti del 38enne nelle ultime due settimane, la Regione Lombardia ha invitato tutti gli abitanti di Codogno, Castiglione d’Adda (il paese d’origine dell’uomo) e appunto Casalpusterlengo a “restare in casa.

Memoriale Coronavirus

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coronavirus, è morto il 78enne ricoverato nel Padovano. 15 contagiati in Lombardia, un altro in Veneto. Chiuse attività in 10 paesi, tampone a 4200 persone a Vò Euganeo – DIRETTA ORA PER ORA

next
Articolo Successivo

Medjugorje, la commissione presieduta da Ruini: “Vere le prime sette apparizioni della Madonna. Sulle altre non si può dare giudizio”

next