Il 18 febbraio 2020 abbiamo registrato il 35esimo sforamento del limite massimo di pm10 (77mcg/m3) segnalato dalla centralina Arpac di San Vitaliano di Nola (Na). A Napoli centro (zona Ferrovia-Porto) 27, Volla e Aversa (Ce) 31, Pomigliano (Na) 30, Nocera 29, Teverola Caivano 29, Avellino 26. Pure ad Acerra il limite è stato superato. Entro la fine di febbraio 2020, quindi, molto probabilmente avremo già sforato i 35 giorni annuali concessi dalla legge, con concentrazioni medie elevatissime di polveri sottili tossiche, in numerosi punti della Campania.

Ne possono derivare malattie certe: patologie cardiocircolatorie acute (infarti ed ictus), croniche (allergie, asma, Bpco) e cancro, soprattutto al polmone. Il cancro al polmone, infatti, secondo i dati dei registri tumori, si concentra nelle medesime aree di massimo sforamento delle centraline: Portici, San Giovanni, Barra Ponticelli per Napoli est, per esempio. I consulenti “esperti” istituzionali del presidente, Vincenzo De Luca, confermano l’eccesso di tre patologie oncologiche gravi rispetto alla media nazionale: eccesso di cancro al polmone e al fegato, di mesotelioma. Afferma De Luca che “secondo gli esperti, il cancro al polmone deriva dal fatto che la Campania ha il livello più alto di fumatori assieme al Lazio e all’Umbria”.

Purtroppo per gli “esperti” del presidente, il 26 settembre scorso, il Corriere del Mezzogiorno aveva già pubblicato il dato ufficiale nazionale secondo cui la Campania detiene il record nazionale di incidenza per il cancro del polmone (quindi peggio della Lombardia) con 112,3 casi per ogni 100mila abitanti, mentre la Campania è solo sesta nella hit nazionale del consumo di tabacco. Ogni giorno in Campania si ammalano non meno di cento cittadini al giorno di cancro e almeno 30 di questi, in base ai dati ormai certificati dall’Oms, sarebbero evitabili conoscendo il territorio, il suo inquinamento reale e provvedendo quanto meno a ridurlo.

Nel 2016 ci sono state conferenze stampa hollywoodiane per comunicare al mondo che le pummarole San Marzano erano meravigliosamente “pulite” mentre, a quanto pare, hanno pubblicato, ma senza discuterle pubblicamente, che le concentrazioni di metalli tossici erano in eccesso non solo nelle acque ma anche nelle matrici biologiche dei cittadini residenti nel bacino del Sarno, patria proprio dei San Marzano.

L’eccesso di metalli tossici riscontrato nelle matrici territoriali e biologiche del solo bacino del fiume Sarno nel 2016 da solo giustifica in zona l’eccesso di cancro segnalato nel Sin vesuviano dall’Iss nel Progetto Sentieri. Soltanto lì vivono circa 800mila persone. Cosa hanno fatto di male questi cittadini per non essere convenientemente informati che possono contaminarsi pesantemente con cromo, mercurio, arsenico, cadmio, berillio, attraverso l’acqua dell’inquinatissimo fiume Sarno con la quale innaffiano le proprie lattughe?

Nessun cancro è più esplicitamente legato a problemi ambientali come il mesotelioma, diretta conseguenza dello scorretto smaltimento dell’amianto. Gli “esperti” del presidente lo riconoscono in eccesso, ma “sarebbe una coda derivante dalla lavorazione dei cantieri navali di Castellammare dove venivano preparati prodotti contenenti amianto”. In poche quanto incredibili parole, declinate per tutta la Campania ma che si riferiscono invece alla sola Asl 3, gli “esperti” regionali hanno cancellato decine di anni di indagini della magistratura a Bagnoli, Pianura, Soccavo, Giugliano, Caserta, Porto di Napoli, San Giovanni/Barra/Ponticelli, ecc.

Ancora, per l’eccesso di cancro al fegato gli esperti “chiamano in causa i picchi di epatite rilevati 15 anni fa”. Circa un terzo dei cancro al fegato sono però virus epatite negativi. Non riusciamo a sapere quanti colangiocarcinomi epatite negativi ci sono in Terra dei Fuochi. Dovrebbero essere soltanto circa 1/100mila abitanti. Lo sono?

Siamo consapevoli che, se Papa Francesco viene ad Acerra il 24 maggio, riconoscendo al popolo ed alla Chiesa campana il merito di essere stata ispiratrice dell’Enciclica Laudato Si, noi Medici dell’Ambiente siamo stati i migliori e più corretti informatori/formatori di un intero popolo sui problemi ambientali e quindi sanitari della Campania negli ultimi dieci anni. Il presidente De Luca ha nominato un comitato scientifico che deve seguire l’evoluzione delle patologie oncologiche in Regione Campania di cui noi Medici dell’Ambiente non siamo chiamati a far parte (ovviamente gratis): perché?

Un ministro della Salute con elevatissimo senso delle istituzioni come Livia Turco scelse come propri consulenti esperti una serie di medici, scienziati ma soprattutto ammalati gravi. Il ministro della Salute Balduzzi, chiedendoci scusa, impose ai propri dirigenti dell’Istituto Superiore di Sanità di avere diretta interlocuzione (sempre gratuita) con noi Medici dell’Ambiente su Terra dei Fuochi. E’ un sincero auspicio che oggi il ministro Roberto Speranza imponga la stessa cosa al nostro Presidente.

Vorremmo quantomeno discutere con i suoi consulenti, prima di andare ad analizzare quello che gli suggeriscono di dire. E’ nostro preciso dovere, non piacere.

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