Lunedì 16 marzo alle 18 alla libreria Feltrinelli di Corso Garibaldi 1 a Milano verrà presentato in prima nazionale il romanzo storico, ambientato nella mia Milano, Vicolo degli Onesti che parla del mio impegno per il rispetto delle regole, il contrasto alla corruzione e allo spreco in sanità.

Elisabetta Soglio, responsabile dell’inserto Buone notizie del Corriere della Sera, modererà l’incontro tra l’autrice del libro Raffaella Giuri e Gherardo Colombo che ne ha scritto la prefazione.

A Gherardo Colombo devo tanto. Ho imparato tutto quello che so della Costituzione e in particolare ho cercato, imitando lui, in tutti questi anni di stimolare le persone, dai medici ai pazienti, dagli amministrativi al personale paramedico, al rispetto dell’articolo 32 della Costituzione.

Quando gli chiesi di raccontarmi quello che pensasse delle regole in sanità mi rispose: “Credo che le regole siano essenziali sotto due profili, per fissare le procedure perché le procedure sono necessarie per raggiungere lo scopo che si intende perseguire e per fissare lo scopo, perché senza regole lo scopo è incerto”. Semplice quanto difficile da esprimere.

Già, le regole di cui spesso i cittadini si dimenticano; e dimenticandosene tralasciano anche di rispettare l’articolo 53 della Costituzione, che dice di contribuire ognuno nel proprio affinché tutti possiamo avere strade nuove, scuole nuove, sicurezza maggiore e, soprattutto, cure per tutti.

Ma spesso, guardandosi intorno, ascoltando gli altri e “considerandoli”, si scopre che l’impegno civico, magari in modo silenzioso, è capace di agitare un’onda che diventa consenso, rispetto, gratitudine e solidarietà. Dal basso.

Così nei giorni scorsi ho scoperto, dopo quasi quarant’anni che lavoro nella Casa di Cura San Camillo di Milano, che ci sono persone che lavorano nel silenzio da anni per far rispettare regole che saranno utili a tutti.

Ci sono persone che proprio dalla sala operatoria decidono che è arrivato il tempo di fare la differenziata fra carta, plastica e altro materiale. Ci sono persone che terminate le sedute di ogni sala senza dire nulla dividono ciò che noi umani abbiamo “confuso”. Ci sono persone che da anni lo dicono ai colleghi. Ci sono persone che da anni lo fanno a prescindere. Un gesto semplice nella complessità dei gesti di una sala operatoria.

Da qualche settimana, grazie a quell’onda di regole dette in silenzio, quasi sussurrate, da una infermiera di nome Sandra Mendoza, anche io e il mio collega Pietro Bruttini abbiamo deciso di dare il buon esempio, di avere maggior senso civico e di dividere prima ciò che verrà accantonato per essere smaltito. Un piccolo gesto forse, una piccola onda che può diventare una marea positiva.

Se partissimo proprio da gesti semplici per rispettare le regole tutti insieme e dedicarci agli altri incondizionatamente quel Vicolo degli Onesti, che a breve avrò finalmente fra le mani, potrà velocemente diventare una grande piazza o un viale alberato pieno di persone che insegneranno che la salute viene prima di tutto e che rubare, corrompere e non rispettare le regole in sanità deve essere condannato da tutti.

Grazie Sandra Mendoza. Grazie per tutte le volte che ha fatto tanto per tutti senza lamentarsi. E perdoni chi non l’ha ascoltata e supportata. Lei è una piazza in un vicolo.

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