Ha un aspetto decisamente più determinato che in passato la nuova generazione della Hyundai i20, progettata per battagliare con best seller del calibro di Renault Clio e Peugeot 208. Arriva in scia alla più piccola i10, disegnata dall’italiano Davide Varenna, e anticipa il restyling della i30, che prevede gruppi ottici dal piglio più arcigno.

Si tratta di un modello strategico fondamentale per la marca coreana, che salirà sul palcoscenico del Salone di Ginevra, in programma dal 5 al 15 marzo, dove presumibilmente verranno date indicazioni più precise sui suoi prezzi e sulla data di esordio a listino.

Le dimensioni esterne non cambiano molto rispetto al modello uscente, ma le proporzioni risultano più atletiche: l’auto è più bassa di 2,4 centimetri e più larga di 3, mentre la lunghezza totale si mantiene a quota 404 cm. Generoso il bagagliaio, che offre una capacità di 351 litri.

Riuscita l’architettura della plancia, in cui spicca la strumentazione digitale e il sistema di infotainment connesso alla rete (compatibile con Apple CarPlay e Android Auto), che sono basati due due pannelli lcd da 10,25 pollici. Non mancano chicche come la ricarica induttiva per smartphone o l’impianto audio by Bose.

Due le opzioni motoristiche al lancio: un quattro cilindri benzina aspirato di 1,2 litri di cilindrata e 84 Cv di potenza massima, abbinato al cambio manuale cinque marce, e un più prestazionale tre cilindri turbo di un litro, da 100 o 120 Cv. Nell’edizione più potente, è accoppiato alla tecnologia mild hybrid a 48 Volt, opzionale per la versione da 100 Cv.

Le i20 elettrificate sono disponibili pure con cambio automatico doppia frizione a sette marce. Al passo coi tempi il corredo elettronico di ausili alla guida, che include la frenata automatica di emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti, lo Smart Cruise Control, assistente di corsia e sensore degli angoli bui dei retrovisori.

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