Al Dolby Theatre, per la notte degli Oscar, non c’era nessuna di loro, ma Natalie Portman ha trovato il modo di portarcele tutte. Sulla sua cappa che indossava ha fatto ricamare i nomi delle registe che non hanno ricevuto nessuna nomination: Lorene Scafaria (Hustlers) Lulu Wang (The Farewell) Greta Gerwig (Piccole Donne) Marielle Heller (A Beautiful Day in the Neighborhood) Melina Matsoukas (Queen & Slim) Alma Har’el (Honey Boy) Céline Sciamma (Ritratto della giovane in fiamme) e Mati Diop (Atlantics).

Per gli Academy, nessuna di loro aveva un film abbastanza buono per entrare nella cinquina d’oro dei candidati per la miglior regia (premio vinto da Bong Joon-ho). E nemmeno per le sceneggiature. Dei dieci nominati, tra sceneggiature originali e non, solo una è donna: Greta Gerwig, per l’adattamento del romanzo di Louisa May Alcott, Piccole Donne. E così l’attrice israeliana ha deciso di protestare con eleganza, in punta di ago e filo, facendo ricamare i nomi sul bordo della sua cappa Dior, consapevole che il suo abito sarebbe stata visto e fotografato migliaia di volte. Non è la prima volta che Natalie Portman usa il palco per protestare a favore delle donne, statisticamente sfavorite, se non proprio escluse, dalle nominations degli Academy: l’anno scorso presentando la categoria l’aveva definita “The All-male nominees” (“Ecco le nominations-tutte-maschili per…”).

Anche Spike Lee ha personalizzato il proprio abito: un completo viola con il numero 24 ricamato sul bavero e sulla schiena, e scarpe sportive arancioni. Un chiaro omaggio a Kobe Bryant, il campione di basket scomparso in un incidente aereo, che due anni fa ha vinto un oscar per un corto animato sul basket. Il momento “In Memoriam” – l’omaggio degli Academy ai volti del cinema scomparsi durante l’anno – è stato reso ancora più commovente dall’omaggio musicale di Billie Eilish, che ha cantato Yesterday. Sul red carpet la popstar dei record si è presentata vestita Chanel: completo bianco, sneakers, unghie laccate di nero e capelli verdi.

Tra i look più originali e stravaganti c’è sempre Billy Porter, che l’anno scorso stupì tutti con un abito da sera con un’ampia gonna al posto del classico smoking. Quest’anno va ancora oltre: abito dorato sul red carpet e scarpe con la zeppa sul red carpet, cappa scintillante per l’esibizione sul palco e vestito viola alla Prince, con tanto di maxi cappello, al party di Vanity Fair dopo la cerimonia. Sotto le righe invece il red carpet delle attrici: quest’anno pochi eccessi e scelte di stile all’insegna della classe e dell’eleganza. Renée Zellweger, che ha portato a casa la statuetta come miglior attrice, è sofisticata in un Armani bianco candido. Il designer italiano porta fortuna, perché lo indossa anche Laura Dern, miglior attrice non protagonista. Scarlett Johansson, due nomination e nessuna vittoria, scintilla in un abito di seta Oscar de La Renta. Janelle Monae arriva tutta vestita d’argento, testa velata e abito Ralph Lauren, ma poi sul palco canta con la sua ‘uniforme’: camicia bianca e pantaloni neri. Spicca Sandra Oh, ex stella di Grey’s Anatomy e protagonista di Killing Eve, in un abito Elie Saab tutto piume, fiocchi e paillettes.

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