Un parco faunistico in val Rendena in Trentino al posto di una ex cava mineraria, dove si estraeva il feldspato, minerale per l’industria ceramica.

L’idea di riconvertire una zona, quella compresa fra l’Adamello a ovest e il Gruppo del Brenta a est, precedentemente dedicata ad attività industriali in un parco, sarebbe anche interessante. Se, per riportare ad uno stato naturale un luogo, diciamolo chiaramente, iper sfruttato dall’uomo, si spendono denari pubblici per un servizio di riqualificazione ambientale, si potrebbe anche dire che ogni tanto qualche idea sostenibile si vede apparire.

Ma allora, dove sta la perplessità che qui vorrei esternare? Il problema nasce quando da una buona idea di riqualificazione di un territorio precedentemente sfruttato, si vuole spostarsi in una fonte di sfruttamento di animali selvatici, per il solo fine di attrarre ulteriore turismo.

Il parco faunistico che si vuole realizzare, con una spesa globale intorno ai 720.000 euro, dovrebbe anche servire per inserire nello stesso lupi e orsi, definendo per queste tipologie di animali dei confini ben delimitati e molto ristretti; inserire, poi, tali predatori, assieme a ungulati vari, il tutto per uno spettacolo da fornire ai turisti. Mi pare davvero assurdo il solo pensiero che si possa governare la presenza in un parco così ristretto in termini dimensionali, di lupi e orsi. Animali, questi, che hanno bisogno di territori ampi per muoversi e cacciare.

Un altro elemento sconvolgente, che traspare dalle dichiarazioni di chi sponsorizza tale assurdo progetto, è quello di voler inserire “lupi e orsi problematici”. Ma quali sono i predatori problematici? Quelli, nel caso dei lupi per esempio, che si dice di aver avvistato ai bordi di qualche centro abitato? Che poi, magari si potrebbe scoprire che sono stati attirati in zona da persone che seminano frattaglie e pezzi di ovini nelle campagne circostanti, proprio per attirare il branco di lupi ai fini di averne un reportage fotografico. E, per gli orsi, invece, di quali esemplari stiamo parlando? La povera Daniza è stata letteralmente assassinata qualche anno fa; l’orso “problematico” M49 (qualcuno lo chiama Papillon) è sfuggito diverse volte alla cattura e, fra un po’ tornerà a girovagare per i boschi; lo cattureranno per rinchiuderlo in un parco simile?

Conosco molto bene la ex cava Maffei, luogo interessato all’intervento, dato che ho lavorato quasi dodici anni, da giovane tecnico, per quell’industria mineraria; trovo interessante che si voglia creare un parco per riqualificare tale zona; ma sarebbe molto più interessante se il parco non presentasse le caratteristiche di una prigione a cielo aperto per gli animali, che invece non hanno bisogno di confini e di limiti. Un parco deve interagire con tutto l’ecosistema in cui è immerso. Avere l’arroganza, poi, di voler inserire orsi e lupi a piacere e a richiesta, mi pare quanto di meno sostenibile si possa proporre, a livello turistico. Ma davvero si pensa che sfruttare orsi e lupi come figuranti di un palcoscenico “naturale” possa dare valore turistico alla zona? Si è davvero convinti che più turisti arriverebbero con tali condizioni, con la sensibilità ambientale che si sta sviluppando in giro per il mondo? A me, pare invece un ennesimo boomerang che farà molto male al turismo locale.

Se è questa la progettualità della provincia di Trento mi preoccupa moltissimo il futuro dell’industria turistica, messa in mano a persone poco lungimiranti e incapaci di formulare progetti realmente ecosostenibili. Ne è anche un recente esempio l’investimento del sistema di innevamento artificiale a quota 500 metri a Bolbeno; con i cambiamenti climatici in corso, davvero lungimirante investire milioni di euro per innevare una pista didattica a 500 metri di altitudine. Ma questa è un’altra storia, anche se traspare ormai chiaramente che chi gestisce i beni comuni ha più chiaro interessi a breve termine di piccoli settori, rispetto al vero bene comune di salvaguardare ambiente e territorio. Progettiamo parchi per ristabilire l’equilibrio dopo uno sfruttamento minerario del passato, o progettiamo parchi-prigioni per lupi e orsi che hanno l’unico problema di trovarsi nella stessa zona di “uomini problematici” che non rispettano le regole di Madre Natura?

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