L’esito delle elezioni in Emilia-Romagna fa scendere la pressione sui titoli di Stato italiani, in una giornata che vede però tutte le Borse europee in territorio negativo su timori per la diffusione del coronavirus in Cina. Dopo la vittoria di Stefano Bonaccini, che sembra mettere al sicuro la coalizione Pd-M5S e il governo guidato dal premier Giuseppe Conte, lo spread tra Btp e Bund tedeschi si è ristretto fino a 140 punti base, 16 punti in meno rispetto alla chiusura di venerdì scorso. In chiusura il differenziale si è assestato a 142. Il rendimento del Btp decennale è all’1,04 per cento, oltre 20 punti base in meno rispetto a venerdì, sui minimi da novembre. A gennaio il rendimento del decennale italiano si era spinto fino all’1,43%. I Btp italiani e i titoli di Stato greci sono quelli più acquistati, grazie anche al rialzo del rating di Atene da parte di Fitch.

“Ci aspettiamo che la vittoria di centro-sinistra in Emilia-Romagna contribuisca ad allentare un po’ la pressione all’interno della coalizione di governo e a sostenere l’azione del governo nei prossimi mesi”, commentano da Unicredit l’economista capo Loredana Maria Federico e la stratega del reddito fisso Chiara Cremonesi, che vedono spazio per una riduzione dello spread verso i 135-140 punti. “La vittoria di un candidato del centro-sinistra alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna alleggerisce i rischi a breve termine, ma il livello di incertezza sul futuro politico dell’Italia rimane alto”, frenano però gli analisti di Morgan Stanley. “I risultati delle elezioni di domenica nella regione sono stati visti come un test politico chiave per la coalizione al governo del Paese: l’Emilia Romagna è stata una roccaforte della sinistra per decenni e la Lega di estrema destra aveva sperato di ottenere un risultato storico“, ricorda la banca d’investimento americana segnalando che “l’Italia terrà ulteriori elezioni regionali e locali nel secondo trimestre, mentre il rimpasto politico del Movimento Cinque Stelle potrebbe essere percepito come una fonte di incertezza“. Anche Unicredit ritiene “probabile che le tensioni politiche continuino a persistere, dal momento che probabilmente rimarranno diversi conflitti all’interno della coalizione al potere”.

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