Polemica rovente a La Zanzara (Radio24) tra il conduttore Giuseppe Cruciani e il deputato di Italia Viva, Gianfranco Librandi, a proposito delle anticipazioni dell’Espresso sull’alterco che ha visto protagonista il parlamentare, nel luglio scorso, e alcuni militari della Guardia di Finanza, durante una verifica fiscale presso le sedi della sua società Tci Telecomunicazioni.
Librandi nega di aver pronunciato quelle frasi: “Ma avete letto bene quello che c’è scritto? Sono dei rapportini interni che hanno fatto loro. La mia dichiarazione scritta, che è citata soprattutto dal Fatto Quotidiano, racconta tutta un’altra vicenda. Io quelle parole non le ho mai dette, anche perché erano presenti i miei dipendenti. Quelle frasi sono pura fantasia. Ma posso dire le parole che ha detto lui (il maggiore Pirrazzo, ndr). Sono veramente inqualificabili. Non posso dirle… adesso andiamo in causa”.

Poi corregge il tiro: “Non è che voglio portarlo in causa. Voglio chiarire. Lui ha scritto queste cose ma io non le ho dette. Ma secondo te io dico “leghista di merda”? Questo qui è un ragazzo un po’ esuberante e la discussione civile è diventata un po’ agitata, perché lui è venuto con nove persone nella mai azienda. Io ero in Commissione Finanze e mi hanno tirato fuori. E io gli ho chiesto di tornare per favore il venerdì. Invece lui non voleva e allora ci siamo un po’ agitati. Lui l’ha interpretata così e ha scritto quelle cose”.
Cruciani incalza con le domande: “Questi sono venuti a fare un controllo nella tua azienda, cosa che succede a tanti imprenditori italiani, e tu ti ribelli?”.
E Librandi si infuria: “Ascolta, ma sai oggi quante telefonate ho ricevuto? Cinquantotto telefonate di industriali italiani che mi hanno detto che finalmente c’è stato qualcuno che ha avuto il coraggio di reagire, perché il verbale che io ho scritto dice delle cose molto serie. I poveri imprenditori vengono aggrediti, hai capito?”.

“Gli imprenditori italiani vengono aggrediti dai finanzieri, secondo te?”, chiede il giornalista.
“Non lo so, vedi tu. Prendi il telefono e chiama quei 58 imprenditori. Ci sono soprattutto i piccoli imprenditori, quelli poverini, che dovresti difendere. La tua radio deve fare un servizio, non dire che io ho detto quelle frasi ai finanzieri. Dovresti cercare di capire che io stavo difendendo la mia azienda. Che cazzo me ne frega del resto? Quando i ladri vengono a casa, per te i carabinieri sono coglioni che non intervengono. Adesso invece devi difendere l’indifendibile. Io difendo sempre le forze dell’ordine”.
“Ma hai detto che ti hanno aggredito”, commenta Cruciani.

“Magari sarà stato un caso. Gli imprenditori italiani non sono mica delinquenti, hai capito? Sono delle persone serie. Se non ci credi, chiedilo: io con la Guardia di Finanza ho un rapporto fantastico. Ripeto, questo sarà stato un caso. Il caso era che questa cosa non doveva uscire e invece qualche giornalista…”.
Lo scontro tra i due interlocutori continua per altri minuti e il deputato renziano ribadisce: “Non ho detto che voglio fare causa. Tra un po’ faccio causa a te che mi metti in bocca delle cose non vere. Vuoi fare la radio? Dì le cose come stanno. Vuoi difendere i posti di lavoro? Qui è venuta fuori una cosa particolare. In certi casi può capitare che gli imprenditori vengono trattati in un modo non adeguato”.

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