Caro Giuseppi, consentimi di rivolgermi a te con il nomignolo apparentemente affettuoso con il quale ti chiamò una volta Donald Trump. Voglio peraltro chiarire che il mio affetto nei tuoi confronti, a differenza di quello di Trump, è assolutamente sincero e disinteressato.

Sono infatti tra i non pochi italiani che, dopo averti indebitamente sottovalutato, sono stati costretti a riconoscerti indubbie doti di capacità politica. Ci hai stupito, Giuseppi, quando sei riuscito a mettere nell’angolo Matteo Salvini con quel tuo memorabile discorso di metà agosto.

Quando poi, incontrando gli operai dell’Ilva, ti sei definito un “antagonista”, sia pure solo all’amministrazione aziendale, ho sentito un fremito di compiacimento e di orgoglio. Inoltre, alcune persone di mia fiducia che hanno avuto la possibilità di incontrarti e conoscerti mi hanno detto di avere avuto di te un’impressione positiva. Aggiungo che sei un giurista. Al di là delle qualificazioni tecniche e degli specialismi, tale identità comporta la necessità di tenere conto del diritto vigente, se del caso per emendarlo e migliorarlo.

Ma veniamo al motivo di questa lettera aperta: al pari di decine di milioni di nostri concittadine e concittadini, sono molto preoccupato dal vicolo cieco in cui le imprese di Trump stanno portando il nostro pianeta, l’unico che abbiamo.

Due parole potrebbero bastare a qualificare tale preoccupazione: guerra e ambiente. Per dirla rozzamente, ma con sintesi veritiera, Trump di fronte all’evidente declino statunitense appare disposto, pur di fare “nuovamente grande l’America”, a giocare con il destino dell’umanità, sabotando apertamente le misure da adottare subito contro il riscaldamento globale e attuando criminali provocazioni come il recente assassinio del generale iraniano Soleimani, la figura oggi più popolare nel suo Paese.

Gli analisti della politica internazionale ci hanno spiegato il perché dell’atto terroristico, ordinato direttamente da Trump, con cui è stato ucciso Soleimani, nel contesto di una guerra strisciante con l’Iran che ha visto fra l’altro la liquidazione degli accordi di disarmo già voluti da Barack Obama. Destabilizzare l’Iran per lasciare spazio alla produzione petrolifera dell’Arabia Saudita e bloccare la penetrazione pacifica della Repubblica Popolare Cinese che in Iran ha investito somme molto ingenti. Sono chiarissimi gli obiettivi geopolitici che Trump vuole conseguire.

Altrettanto chiaro che gli interessi dell’Italia e dell’Europa sono diametralmente opposti e che solo il servilismo e la bassa statura politica delle classi dirigenti italiana ed europea impedisce di promuovere una politica di sganciamento dagli interessi imperiali – che sarebbe l’unica idonea a promuovere i nostri interessi. La stessa vicenda, sia pure al momento con minori tinte di drammaticità, l’abbiamo vista e la vediamo del resto anche su tutta una serie di scacchieri.

Occorre quindi affermare con forza che la subalternità nei confronti di Trump da parte dell’Unione europea e dell’Italia costituisce oggi, oltre che un rischio supplementare per il pianeta, un sabotaggio permanente alla realizzazione dei nostri interessi nazionali e continentali, che del resto necessitano, per prosperare, di un contesto pacifico e cooperativo.

Quanto al diritto applicabile, che ti dovrebbe essere caro in quanto giurista, Giuseppi, non vi sono dubbi che l’assassinio di Soleimani ha rappresentato una gravissima violazione delle norme internazionali fondamentali che disciplinano l’uso della forza, a cominciare dall’articolo 2 paragrafo 4 della Carta delle Nazioni Unite.

Invocare, come mi pare tu purtroppo abbia fatto in una recente intervista, non meglio identificate fonti o esigenze di “intelligence” per giustificare l’assassinio equivale ad affossare ogni diritto e a legittimare la forza bruta. Spero tu possa convenire con me che da un giurista ci si potrebbe aspettare qualcosa di meglio.

Il momento è grave, Giuseppi. Braccato dall’impeachment, Trump potrebbe far scivolare ulteriormente il mondo verso una guerra di proporzioni spaventose. Abbiamo invece bisogno di politici che sappiano mettere la pace e a l’ambiente al centro della loro riflessione e della loro azione. Anche con iniziative coraggiose. Stupiscici ancora, Giuseppi. Sganciati da Trump per abbracciare le ragioni e gli interessi del popolo italiano e il popolo italiano te ne sarà riconoscente.

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