I tecnici ambientali del Comune di Roma sono pronti a bocciare la nuova discarica nella Valle Galeria, adiacente all’ex mega-invaso di Malagrotta. A quanto apprende Ilfattoquotidiano.it, nella giornata di venerdì arriverà sulla scrivania della sindaca Virginia Raggi la relazione del capo del dipartimento capitolino Ambiente, Laura D’Aprile, che salvo sorprese esprimerà parere negativo rispetto all’individuazione del sito di via Monte Carnevale. Il provvedimento, a quel punto, avrebbe come effetto quello di spingere il Campidoglio a revocare la delibera approvata il 31 dicembre. Il problema è che tra i 7 siti individuati dalla commissione tecnica di dicembre fra Regione e Comune, non ci sarebbe più nulla di praticabile, a meno di tornare in aree (come Falcognana) già pubblicamente bocciate dalla stessa Raggi. L’alternativa è che gli avvocati capitolini, attraverso un ulteriore parere, diano il via libera alla sindaca a tirare dritto su Monte Carnevale, inasprendo la guerra interna con gli stessi consiglieri pentastellati del Municipio XII, che hanno già minacciato dimissioni di massa.

La relazione tecnica: “Sì agli inerti, no alla fos” – Il dossier del dipartimento Ambiente contiene, in sostanza, i rilievi tecnici già sottolineati dal Municipio XII nel suo parere contrario all’invaso e dalla relazione consegnata alla sindaca dalla consigliera pentastellata Simona Ficcardi, oltre alle criticità già messe in evidenza dalla stessa dirigente D’Aprile nella relazione di dicembre e in conferenza dei servizi. In pratica, dalla documentazione si evince come nell’area sia consentita la realizzazione solo di una discarica di inerti – rifiuti edili – ma non un nuovo deposito di fos (scarti da trattamento di rifiuti urbani). Vi sono poi vincoli relativi alla “pericolosità e vulnerabilità geologica del territorio” con “allagamenti per deflusso non regimentato delle acque meteoriche”; vincoli operativi riguardanti la presenza a poca distanza dell’aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino e, ancor più limitrofa, di un’importante raffineria; la presenza di una base militare interforze del Ministero della Difesa, visitata nei giorni scorsi dal presidente della commissione parlamentare Ecomafie, Stefano Vignaroli, che ha fondato la sua attività politica proprio sulla battaglia contro i rifiuti nella Valle Galeria. Sarà poi una seconda relazione, quella attesa dal dipartimento Urbanistica sempre per la giornata di venerdì, a stabilire se le abitazioni poco distanti dal sito individuato formino un “agglomerato urbano” e dunque rappresentino un ulteriore motivo ostativo.

Comune, Regione e Ministero: rischio stallo alla messicana – La bocciatura è nell’aria e anche per questo i tecnici capitolini hanno deciso di non presentarsi alla riunione tecnica convocata per oggi al ministero dell’Ambiente. La vicenda, infatti, sta assumendo i contorni di una telenovela, con sfumature western. In mattinata, la Regione Lazio aveva emesso una nuova ordinanza a cancellazione di quella del 28 novembre scorso, dove “preso atto della delibera” del Campidoglio con la quale si individuava la nuova discarica a Monte Carnevale, si imponeva al Comune di Roma e ad Ama di realizzare l’impianto entro 24 mesi, prendere contatti con altre regioni e Stati esteri per gestire il periodo transitorio e acquistare nuovi mezzi per la raccolta in città. Ma è ovvio che con la probabile revoca della delibera, si tornerebbe al punto di partenza. Con i tre enti coinvolti impossibilitati a muoversi. Da una parte c’è il Comune di Roma, cui viene imposto di trovare la nuova discarica nel suo territorio, ma con un elenco di siti sui quali pendono vincoli di ogni tipo; poi c’è la Regione Lazio, che potrebbe risolvere il problema invidiando la nuova discarica fuori dal territorio capitolino ma non può tornare indietro rispetto agli impegni presi nei mesi scorsi; infine il ministro all’Ambiente, Sergio Costa, che verrebbe costretto da un eventuale commissariamento a individuare lui stesso il sito per la discarica – cosa che non ha intenzione di fare – o, ancor peggio, a prorogare il funzionamento della discarica di Colleferro, nella Valle del Sacco, facendo un dispetto al governatore Nicola Zingaretti e giocandosi così la candidatura alla Regione Campania.

Tensioni nel M5s: sabato la protesta contro Raggi (e Zingaretti) – Intanto, resta confermata per sabato la manifestazione indetta dai comitati per la tutela della Valle Galeria, che potrebbe portare in strada a Malagrotta oltre 5.000 persone, ben più delle 3.000 che hanno sfilato prima di Capodanno a Tragliatella. Al corteo aderisce anche il M5s del Municipio XII, che mercoledì ha votato un atto di consiglio contrario alla delibera di Virginia Raggi, e quello del Municipio XI, due territori nei quali nel 2016 i pentastellati capitolini avevano fatto registrare il boom di voti sostenuti proprio dai comitati contro le discariche. “La Valle Galeria – si legge in una nota dei comitati – è stata la pattumiera di Roma per 50 anni, pagando in termini di distruzione ambientale e di salute pubblica, con un tasso di tumori del 28% superiore alla media cittadina. Gli amministratori siano all’altezza dei loro compiti e delle responsabilità assunte davanti alle leggi e agli impegni presi con la cittadinanza”. E tornano le tensioni anche in Municipio IX, dove da diverse ore gira una determina di novembre con l’autorizzazione da parte della Regione Lazio al raddoppio della discarica di Porta Medaglia, di proprietà di Adrastea srl, società coinvolta nell’inchiesta “Smoking Fields” della dda di Roma, per lo sversamento illegale di migliaia di litri di percolato.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Novara, ascoltano Radio Maria ad alto volume per indispettire il vicino: marito e moglie denunciati per molestie

next
Articolo Successivo

Sassari, travolge e uccide con l’auto un 76enne che attraversa. Positiva alla cocaina: arrestata

next