Una fattoria del Gruppo Benetton, nella nella Patagonia argentina, è stata occupata dagli indios mapuche: durante la notte fra il 25 e 26 dicembre un gruppo di indigeni è entrato in un appezzamento della fattoria ‘El Maitén’ rivendicandola per via di “diritti ancestrali”.

La fattoria appartiene alla ‘Compañía tierras del sur’, del Gruppo Benetton. I mapuche hanno spiegato attraverso un comunicato che con questa operazione hanno iniziato “il processo di recupero territoriale del settore El Platero”, per “la necessità primaria di continuare ad esistere come mapuche nel nostro territorio”. I mapuche sono un popolo amerindo che vive tra Cile e Argentina: la loro fonte di sussistenza è principalmente l’agricoltura e il loro culto si basa sulla venerazione della terra, come testimonia il nome (che tradotto significa “Popolo della Terra”). La compagnia Benetton è da molto tempo in conflitto con i mapuche in Patagonia: il colosso del tessile italiano ha grandi appezzamenti di terreno in cui alleva circa 250mila capi di bestiame, per ricavarne la lana. Le sue proprietà sono state più volte occupate dai mapuche: l’ultima volta era stato nel 2017, quando circa 30 membri della comunità indigena hanno occupato un’area di Villa Mascardi, a circa 35 chilometri da Bariloche, reclamandola come loro “antica proprietà”.

Da parte sua la Compañía tierras del sur ha risposto presentando una denuncia alla polizia locale, e pubblicando una nota in cui si informa della “nuova occupazione illegale in una sua proprietà” da parte di individui che hanno bloccato l’ingresso alla fattoria con tronchi e pietre. Fonti locali hanno riferito al quotidiano Clarin che l’operazione è stata realizzata da persone con il volto coperto ed armati di coltelli. “Non è chiaro – aggiunge il giornale – quanti dei 120.000 ettari che fanno parte della fattoria sono stati occupati, ma esiste una stima di mille, duemila ettari” del settore El Platero.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Migranti, la Alan Kurdi soccorre 32 persone al largo della Libia e si dirige verso Lampedusa: “Tra loro anche dieci donne e cinque bambini”

next
Articolo Successivo

Somalia, autobomba esplode a un checkpoint a Mogadiscio: “Quasi 100 morti, anche bambini”

next