Non sono mai andato a una manifestazione delle Sardine. Come dice Crozza, io sono un totano e non posso andarci“. È la battuta scherzosa del deputato di LeU, Pier Luigi Bersani, intervistato da Lanfranco Palazzolo per Radio Radicale sul movimento delle Sardine e sulla situazione della maggioranza all’indomani dell’approvazione del decreto fiscale in Senato.


“Mi fa piacere guardare le Sardine – continua Bersani – Oggi c’è bisogno di tutti questi mondi, anche giovanili per fortuna, e c’è la necessità di andare ai fondamentali di una politica non gridata, seria, competente, democratica, costituzionale, antifascista. Nelle Sardine non leggo il punto interrogativo, come alcuni che si chiedono cosa faranno. No, no. Il punto interrogativo lo leggo su di noi: cosa facciamo noi davanti a questo richiamo? Io l’ho sempre detto. Questo richiamo ci sta dicendo: cara destra regressiva, per te non sarà una passeggiata: cara sinistra, non star lì a pettinare le bambole e datti una mossa”.

L’ex ministro dello Sviluppo Economico commenta il via libera alla manovra prima di Natale: “Ho la sfortuna di conoscere un po’ una certa tradizione italica. Dopo la legge di bilancio, da un lato, porti un risultato importante sotto il profilo politico. Ma questo ha un’altra faccia, cioè la sensazione di potersi mettere in libertà. Quindi, è necessario che Conte e compagnia siano molto attenti su questa dinamica antica e mettano subito a punto un percorso di due o tre cose da fare. Devono riuscire a cogliere l’essenziale delle sensibilità delle forze politiche – continua – ma il percorso da fare non deve accettare pretesti. La spina deve averla in mano Conte. Punto. Questo può garantire un buon percorso. E intanto c’è da augurarsi che le forze politiche facciano il loro lavoro, al di là dell’azione di governo, e quindi che la vasta area plurale di centrosinistra trovi un modo di comporsi e di dare al Paese la prospettiva di un’alternativa a una destra che invece si è già composta. Questo resta il punto”.

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