Centinaia di migliaia di persone, un milione e mezzo secondo il sindacato della Cgt (700mila per il ministero dell’Interno), hanno sfilato in tutta la Francia contro la riforma delle pensioni voluta da Emmanuel Macron. Da Nizza a Lille passando per Lione sono state 245 le manifestazioni organizzate per una delle mobilitazioni più grandi degli ultimi tempi. Il corteo più partecipato naturalmente è stato quello di Parigi: alle 13 è partito dalla Gare du Nord con i sindacati e gli “cheminot” – i lavoratori delle ferrovie – in testa. Nella Capitale sono arrivati anche circa 500 black bloc che, volto coperto, hanno preso d’assalto la zona di place de la Repubblique bruciando cassonetti e lanciando sassi contro le vetrine. La polizia ha risposto con un lancio massiccio di lacrimogeni: l’ingente dispositivo di sicurezza dispiegato sul posto è riuscito a riportare la situazione sotto controllo e in totale sono 87 le persone fermate.

Il corteo pacifico è ancora in corso. In piazza anche i gilet gialli che ormai da più di un anno protestano contro il governo e chiedono le dimissioni del presidente della Repubblica. Il timore, come già annunciato da alcuni manifestanti, è che lo sciopero si protragga a oltranza.

Macron, come già annunciato nel suo programma di governo, vuole modificare i regimi pensionistici speciali con un intervento che i suoi predecessori hanno sempre fallito (celebre il tentativo del primo ministro Alain Juppé). Macron, anche se ancora non esiste un testo ufficiale della riforma, propone di togliere i regimi speciali pensionistici (sono 42 in totale) e uniformare i vari status con un sistema a punti. I più colpiti sarebbero i ferrovieri che vanno in pensione a 50 anni e 8 mesi (età pensionabile in Francia è a 62 anni): il timore condiviso è che i mestieri usuranti siano danneggiati dal cambio di sistema.

Secondo quanto comunicato dal ministero dell’Istruzione, la mobilitazione nel settore dell’istruzione in Francia ha un tasso di partecipazione del 51,15% nelle scuole primarie e del 42,32% nelle secondarie. Le cifre sono inferiori rispetto a quelle diffuse dai sindacati. La segretaria generale dello Snuipp-FSU, principale sindacato delle scuole primarie, aveva informato del 70% di insegnanti in sciopero. Sophie Vénétitay, della sigla Snes-FSU degli istituti secondari, ha parlato del 65% di partecipazione nelle scuole superiori e nei licei, definendo la cifra un dato “storico”. Forti disagi nella circolazione. Centinaia di voli sono stati cancellati insieme al 90 per cento dei TGV e all’80 per cento dei treni regionali. La RATP ha fatto sapere che 11 linee della metropolitana a Parigi sono chiuse e il traffico sul resto delle tratte “è fortemente perturbato”. I sindacati hanno annunciato che lo sciopero verrà prorogato “fino a lunedì” per “la quasi totalità dei lavoratori in sciopero”. A Parigi hanno chiuso al pubblico la Tour Eiffel e il Musée d’Orsay, mentre resta aperto il Louvre – fatta eccezione per alcune aree del museo – dove non è interessata dalla mobilitazione la retrospettiva su Leonardo per il cinquecentenario della morte.

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