Per il suv best seller di Dacia c’è un nuovo motore: debutta infatti il TCe 1.0 turbo benzina 3 cilindri da 100 cavalli. Per provarlo abbiamo percorso oltre 200 chilometri, dal centro di Firenze alla Garfagnana; dal traffico cittadino alle statali; dai sali e scendi dell’Abetone fino all’autostrada. A fine test la nuova power unit, che entra in gamma affiancando il 1.3 benzina da 130 e 150 Cv e i due 1.5 diesel da 95 e 115 Cv, ci ha convinto.

Questa motorizzazione è abbinata ad un cambio manuale a 5 marce, e promette una riduzione dei consumi e delle emissioni del 18%. Al semaforo è scattante ed il turbo permette di godere della coppia (180 Nm) già a bassi regimi. Buona la resa sulle salite di montagna, sufficientemente agile nelle curve stupisce positivamente con alcuni sorpassi.

Si tratta nondimeno di un propulsore ampiamente collaudato: sviluppato dall’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi è già a bordo delle Renault Clio e Captur. Questi gli accorgimenti tecnici e costruttivi che hanno permesso di realizzare una power unit leggera, compatta e dall’ottima resa: turbocompressore con wastegate a comando elettrico, collettore di scarico parzialmente integrato alla testata, rivestimento specifico in acciaio dei cilindri, distribuzione a singola fasatura variabile idraulica in fase di aspirazione.

Il powertrain TCe 1.0 è già disponibile in gamma su tutti gli allestimenti di questo C-suv dal look moderno e dall’ottimo rapporto prezzo/dotazione: 12.200 euro per la versione Access, 17.100 per la Serie Speciale Techroad 4×2. Da inizio 2020, sarà disponibile anche l’alimentazione Gpl in sostituzione all’attuale SCe 1.6.

Duster, infine, ha dato tante soddisfazioni commerciali alla filiale italiana di Dacia: nell’anno in corso ha fatto registrare un +40% nelle vendite rispetto al modello precedente. Inoltre, è l’auto più acquistata dai privati e la prima in classifica in quella delle vetture alimentate a GPL.

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