Giovani e meno giovani. C’è Luigi, 16 anni.”C’è il pericolo del ritorno di un clima di odio”, dice. C’è anche Daniela, che di anni ne ha 57 anni ed è contenta perché “per la prima volta la Sicilia dimostra di essere al passo del resto d’Italia”. Sono solo due dei volti delle sardine che si sono date appuntamento nel pomeriggio a piazza Verdi, davanti al teatro Massimo, per ribadire che “Palermo non si lega“. Stretti nel loro flash mob, oltre 4mila persone hanno intonato cori come ‘Fuori la Lega da Palermo” e cantato Bella ciao hanno abbracciato simbolicamente le piazze di Bologna e Modena. Mentre la rete si attiva anche in Calabria, l’altra regione al voto oltre all’Emilia Romagna.

“Populisti, la festa è finita“, grida Chiara Puccio sul palco in questo esordio siciliano del movimento che dice basta alla comunicazione politica aggressiva. “Avete rovesciato odio e bugie, mescolando verità e menzogne”, incalza Chiara. “Ma ora la corda, troppo tesa, si è spezzata. Non c’è bisogno che venite a liberarci. Siamo noi a doverci liberare della vostra presenza ossessiva”. La piazza applaude.

Una ragazza alza un cartello che sul filo dell’ironia proclama: “Sarda si nasce e io siculamente lo nacqui”. Il movimento non caccia indietro la politica ma con Leandro Spilla attacca quella che in tv espone il suo volto peggiore della rissa e dello scontro. “Noi reclamiamo la politica del confronto vero e dei valori. E siamo qui per dire che consideriamo la diversità una ricchezza. Finora c’è stata una narrazione aggressiva. Invece abbiamo bisogno di una politica che sappia prima di tutto ascoltare le ragioni degli altri”.

Davanti alla scalinata del teatro si stringono signore, professionisti, studenti. Confusi tra la folla anche il sindaco Leoluca Orlando e il suo vice Fabio Giambrone. Ma i promotori, anche a Palermo, hanno voluto tenere fuori simboli di partito. Si vede solo qualche piccola bandiera arcobaleno, molte sardine disegnate. Uno alza la voce: “Siamo tanti, siamo più forti di loro“. Dopo l’attacco ai populisti, dal megafono gracchiante Chiara mette sotto accusa i social, strumento della “comunicazione vuota” e pieni di insulti. “Avete distrutto la vita delle persone, ci avete intimidito, ma ora ci siamo svegliati“. Da qui l’invito che scalda le sardine: “Usciamo dai social, ritroviamoci nelle piazze“.

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