Il 45% dell’opinione pubblica è convinto che ArcelorMittal usi l’abolizione dello scudo penale come un pretesto per rinunciare a un investimento che non ritiene più redditizio. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera sulla crisi dell’Ilva di Taranto, sull’orlo della chiusura stando al cronoprogramma impostato dalla multinazionale dell’acciaio e comunicato ai ministeri competenti e agli enti locali nella giornata di venerdì.

Meno di un italiano su quattro – secondo l’istituto di rilevazione presieduto da Nando Pagnoncelli – crede invece che il colosso della siderurgia abbia invece ragione ad andar via (23%) perché non è possibile investire in un Paese in cui le norme sulla tutela legale – garantite dal 2015 per decreto prima ai commissari e poi ai compratori – sono cambiate a maggio con il decreto Crescita e poi avrebbero dovuto essere nuovamente inserite nel decreto Salva Imprese, se un emendamento firmato da 17 senatori M5s non l’avesse cancellate con la complicità del voto favorevole di Pd e Italia Viva. Il 32%, infine, non sa o non si esprime.

Per quanto riguarda l’operato del governo di fronte all’annunciato disimpegno di ArcelorMittal, invece, gli italiani si dividono. Secondo Ipsos, il 34% ritiene che stia agendo male con il rischio di scontentare tutti, sia sotto il profilo occupazionale che ambientale. Il 30 per cento, invece, giudica positivamente le mosse del Conte 2 perché fatte alla ricerca di una soluzione migliore per tutti. In questo caso, il giudizio è polarizzato tra gli elettori degli schieramenti: chi supporta i partiti di opposizione critica, chi sostiene i partiti che sono in maggioranza è invece soddisfatto.

La nazionalizzazione, invece, incontra favori trasversali. Pur dividendo gli italiani in valore assoluto (34% contrari, 32% favorevoli), secondo Ipsos sono maggiormente favorevoli a un passaggio dell’acciaieria allo Stato gli elettori leghisti (41%) e dei Cinque Stelle (44%). Mentre sono prevalentemente contrari gli elettori democratici (36) e di Forza Italia (39).

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