Doveva esserci il gotha del sovranismo di casa nostra, dallo psichiatra Alessandro Meluzzi al filosofo Diego Fusaro, fino al leader di Casapound, Simone Di Stefano. Riuniti per dibattere sulla “libertà d’espressione” e “sull’importanza delle scelte personali in un’epoca di oscurantismo”, nonché per lanciare la campagna abbonamenti del mensile di estrema destra Il Primato Nazionale. Ma nel giro di nemmeno un’ora l’evento denominato “La tua scelta sovranista” – organizzato per il 28 novembre da Altaforte, l’editrice vicina alla tartaruga frecciata – si è ritrovato senza una casa grazie alla mobilitazione congiunta dell’Anpi e del collettivo I Sentinelli di Milano.

Nella mattinata di giovedì i due movimenti hanno sommerso di mail il Grand Hotel Hilton Villa Torretta di Sesto San Giovanni, la location designata per il meeting sovranista. E con sorpresa degli stessi attivisti la struttura ha reagito a tempo di record, revocando subito la disponibilità della sala congressi: “Non avevamo capito chi ci fosse dietro questa conferenza, prendiamo la decisione a tutela dei clienti”, spiegano dalla direzione. Così, ancora una volta, è grazie alla sollevazione della società civile che Altaforte si è vista negare uno spazio promozionale, come avvenne già nel maggio scorso, dopo le polemiche per la presenza di un suo stand al Salone del libro di Torino.

“Appena saputo che Casapound intendeva organizzare un convegno a Sesto abbiamo scritto ai responsabili della struttura perché la storia democratica della città non poteva essere umiliata con un’iniziativa simile”, dice Lina Calvi, presidente della sezione locale dell’Anpi. Iniziativa subito ripresa dai Sentinelli di Milano che hanno invitato i 180mila follower della loro pagina Facebook a un mail bombing verso la direzione dell’hotel. “L’ultima relazione del Viminale dice che dal 2011 al 2016 ci sono stati 20 arresti e 359 denunce nei confronti di membri di Casapound – si leggeva nel testo standard messo a disposizione per l’invio – Davvero volete ospitarli? Come può un hotel che fa parte di una catena internazionale sostenere il sovranismo? Come può chi fa dell’ospitalità il proprio lavoro volere più chiusure e più frontiere? Siamo sicuri che vorrete prendere le distanze da un’organizzazione che rivendica apertamente la propria identità di fascisti del terzo millennio”, era la conclusione. Dopo poche decine di minuti la campagna aveva già raggiunto il suo obiettivo e il post è stato aggiornato con l’invito a non scrivere più all’hotel.

“Dal modo in cui ci è stato presentato il convegno, non era chiaro di che tipo di evento si trattasse”, spiega a ilfattoquotidiano.it un membro della direzione dell’hotel. “Addirittura io credevo fosse una convention aziendale. Dopo la mail dell’Anpi abbiamo deciso di annullare la disponibilità, ma agli organizzatori abbiamo spiegato che la politica non c’entra – dice – Vogliamo soltanto evitare un clima di tensione in grado di rovinare la serenità dei nostri ospiti. Poi, certo, dobbiamo considerare il contesto particolare della nostra città e il modo in cui un evento del genere può essere percepito dalla comunità”. Sebbene al momento sia governato dal centrodestra, infatti, Sesto San Giovanni è un comune storicamente di sinistra, di forte cultura antifascista e massiccia presenza operaia, tanto da meritarsi il soprannome di “Stalingrado D’Italia”.

“È chiaro che avremmo preferito una scelta dettata da ragioni di principio. Ma l’importante è aver raggiunto lo scopo, per di più in un tempo molto rapido”, dice Luca Paladini, portavoce dei Sentinelli. “Spesso, promuovendo manifestazioni del genere, ci siamo scontrati con muri di gomma. Questa volta è stata una piacevole sorpresa. Il merito è certamente di Anpi che ha sollevato il caso, ma in un’ora scarsa più di 80 persone hanno raccolto l’appello sulla nostra pagina Facebook inviando una mail all’hotel. Non finisce qui, però. L’obiettivo è che queste reazioni diventino la regola, non più l’eccezione”, spiega. “Vorrei che tutti provassero imbarazzo nel concedere spazi e luoghi a ideologie contrarie alla nostra Costituzione. Nel 2019 al fascismo va negata l’agibilità”.

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