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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 9:18 del 12 Novembre 2019

Liliana Segre, folla al presidio per la senatrice: “Oltre 5mila persone al museo della Shoah”

All'evento hanno aderito quasi 100 sigle, tra forze politiche e anime del mondo civile e dell’associazionismo. Molte persone presenti, sottolinea il Partito democratico milanese, hanno utilizzato l’immagine del giglio, un fiore bianco simbolo di purezza, innocenza e candore, ma anche di fierezza e orgoglio
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Si sono ritrovati in migliaia al binario 21 della stazione centrale di Milano per testimoniare vicinanza a Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti e oggi senatrice a vita fatta oggetto di messaggi di odio su internet. “Non grideremmo al lupo, se il lupo non ci fosse”, dove per “lupo” si intendono fascismo e razzismo, sono le parole risuonate davanti al museo della Shoah durante il presidio intitolato “Liliana non odia” cui hanno aderito quasi cento sigle tra associazioni antifasciste e partiti politici.

“Oltre 5mila persone – nonostante la pioggia battente – hanno risposto all’appello”, ha fatto spere l’associazione “Bella ciao, Milano!“. Al presidio, lanciato nella giornata di venerdì 8 novembre su Facebook, che in tre giorni ha raggiunto le adesioni di oltre 12mila cittadini, hanno aderito quasi 100 sigle, tra forze politiche e anime del mondo civile e dell’associazionismo. Molte persone presenti, sottolinea il Partito democratico milanese, hanno utilizzato l’immagine del giglio, un fiore bianco simbolo di purezza, innocenza e candore, ma anche di fierezza e orgoglio, dal quale deriva proprio il nome di Liliana. Erano presenti anche i figli della senatrice Federica, Luciano e Alberto. Dopo i saluti istituzionali della vicesindaca Anna Scavuzzo e il canto di “Bella ciao” intonato da Checcoro, in tanti (esponenti di associazioni, partiti e cittadini comuni) hanno voluto leggere messaggi di pace e solidarietà, leggendo testimonianze, poesie, stralci di canzoni e racconti.

Poco fuori Roma, intanto, il sindaco di Fiano Romano Ottorino Ferilli ha lanciato un appello ai colleghi di tutta Italia: dare la cittadinanza onoraria alla senatrice. “Non è una questione di colore politico – dice Ferilli – qui è urgente e necessario che l’Italia si dichiari unita e compatta intorno ai valori della Costituzione. Era il 22 gennaio 1973, quando il Consiglio Comunale di Fiano Romano deliberò per la prima volta la concessione di cittadinanza onoraria a Umberto Terracini, Senatore della Repubblica Italiana, che fu fra i Padri della Costituzione per i cui principi fondamentali di libertà, democrazia e progresso sociale ha lottato per tutta la vita. Fiano Romano, dunque, a distanza di oltre 40 anni, si appresta a deliberare, spiero all’unanimità, una proposta di cittadinanza onoraria che lanci un messaggio chiaro e forte”.

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