Comincia la procedura per chiedere i cambiamenti da apportare al Memorandum sull’immigrazione, firmato con il governo di Fayez Al Sarraj dall’ex premier Paolo Gentiloni il 2 febbraio del 2017. Secondo quanto appreso dall’Ansa attraverso fonti governative, l’Italia ha inviato una nota in Libia con la quale chiede di riunire la commissione congiunta dei due paesi (ai sensi dell’articolo 3 del trattato) e, ai sensi dell’articolo 7, di modificare il documento stesso. Si conferma quindi l’intenzione del governo italiano di mantenere il Memorandum – che scade il 2 novembre – chiedendo alla Libia di negoziare i cambiamenti che andranno definiti. L’accordo – preparato dall’ex ministro dell’Interno Marco Minniti – prevede che la “Guardia costiera libica” possa fermare in mare e riportare a terra le persone che tentano la traversata verso l’Italia.

Il suo rinnovo, che in assenza di azioni da una delle due parti viene attivato tacitamente, aveva già determinato polemiche e contrasti. Il ministro degli Esteri Luigi di Maio si era espresso favore: “Il Memorandum con la Libia può essere modificato e migliorato, ma è innegabile come abbia ridotto arrivi e morti in mare”. Mentre la società civile e alcuni membri del Partito Democratico, di Italia Viva e Liberi e Uguali ne avevano chiesto la sospensione.

“Oggi con il rinnovo degli accordi con la Libia subiamo una sconfitta durissima, ma non per questo possiamo arrenderci”, ha scritto su Facebook il parlamentare del Pd Matteo Orfini, “Si faccia subito una commissione di inchiesta, si cancellino i decreti sicurezza di Salvini. Si ripristini una missione di salvataggio in mare e si interrompa ogni collaborazione con la cosiddetta guardia costiera libica. Si metta mano a quegli indecenti accordi cambiandoli radicalmente. E si porti in parlamento questa discussione”. Prosegue, diretto al proprio partito: “Tutto questo lo ha cominciato un governo del Pd, guidato dall’attuale presidente del Pd. Che però non ritiene di parlarne e quando se ne discute scompare altrove. Questi accordi li ha confermati un governo sostenuto dal Pd e guidato da un premier che per mesi ha fatto tutto quello che voleva Salvini senza un fiato. La segreteria non dice nulla, nulla di nulla”.

Da Repubblica, arriva il commento di Laura Boldrini: “Il Memorandum con Tripoli va modificato radicalmente. Diversamente io non voterò il rifinanziamento della Guardia costiera libica“. Per l’ex presidente della Camera, “questo Memorandum non va, non tiene conto di quanto successo nel frattempo. In Libia, come dimostrano i rapporti dell’Onu e le inchieste giornalistiche, nei centri di detenzione si pratica la tortura, non c’è alcun rispetto dei diritti umani. Inoltre c’è una guerra civile e alcuni membri della Guardia costiera risultano collusi con i trafficanti di uomini”. Boldrini chiede di riconsiderare “tutto il pacchetto immigrazione” perché “Non possiamo fare nostra l’eredità di Salvini” e sottolinea la necessità di ripristinare la protezione umana. “Il decreto numero 2 viola il principio millenario di salvare la vita umana in mare. Sono state criminalizzate le Ong che salvano le vite in mare, a cui dobbiamo dire grazie”, conclude.

La vice ministra degli Esteri Marina Sereni agli Affari Esteri interviene invece su Il Foglio: “La crisi libica è innanzitutto una crisi interna e internazionale”, scrive, e prosegue: “Il conflitto in corso tra il generale Haftar e il governo del presidente Serraj ha posto in secondo piano una questione-chiave: la condivisione del processo politico da parte di tutto il popolo libico e delle sue espressioni regionali, tribali, cittadine e della società civile. Identificare queste espressioni e garantire che ognuna di esse possa far sentire la propria voce è una condizione fondamentale per la costruzione della Libia del futuro. E nello stesso senso la ricostituzione del tessuto istituzionale libico e l’avvio delle riforme non possono partire dal nulla e richiedono la messa a sistema di tutti coloro che meglio conoscono la Libia e la sua complessità”. Conclude: “L’Italia ha buttato più di un anno in Libia. Non possiamo permetterci di sprecare altro tempo”.

Su Twitter, arriva anche il commento di Lia Quartapelle, deputata Pd: “Stracciare il Memorandum, come qualcuno propone, vuole dire restare a guardare da lontano le atrocità commesse in Libia. Per fare un piano di evacuazione straordinaria e chiudere i campi serve il Memorandum. Strappandolo ci si lava la coscienza ma la situazione resta come è”.

Intanto, sempre su Twitter, la linea telefonica in soccorso dei migranti in mare Alarm Phone fa sapere che circa 200 persone sono state salvate nella notte fra il 1 e il 2 novembre e si trovano al momento sull’imbarcazione battente bandiera italiana Asso Trenta, in acque internazionali. “Le autorità italiane sono state avvertite. Le persone scappavano dalla Libia e non possono farvi ritorno. Hanno bisogno di essere portati in Europa”, scrive.

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