“Il Memorandum con la Libia può essere modificato e migliorato, ma è innegabile come abbia ridotto arrivi e morti in mare”. Lo ha detto Luigi Di Maio alla Camera dei deputati. L’accordo – preparato dall’ex ministro dell’Interno Marco Minniti e firmato con il governo di Fayez Al Sarraj dall’ex premier Paolo Gentiloni il 2 febbraio 2017 – prevede che la “Guardia costiera libica” possa fermare in mare e riportare a terra le persone che tentano la traversata verso l’Italia. La sua scadenza è prevista per il 2 novembre e l’intesa sarà rinnovata tacitamente in assenza di un intervento di una delle parti. Da giorni diversi esponenti della società civile e della politica stanno chiedendo al governo di porvi fine.

Rispondendo al question time alla deputata di Liberi e Uguali Laura Boldrini che aveva sottolineato le condizioni in cui vivono i migranti nei centri di detenzione libici e il fatto che la Libia non sia un porto sicuro, il ministro degli Esteri è stato netto: “Una riduzione dell’assistenza italiana potrebbe tradursi in una sospensione dell’attività della Guardia costiera libica con conseguenti maggiori partenze, tragedie in mare e peggioramento delle condizioni dei migranti nei centri alla luce del fatto che la Libia non è firmataria della Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati del 1951″.

“Proporrò di convocare una riunione della commissione congiunta italo-libica, prevista dall’articolo tre del memorandum – ha proseguito il capo della diplomazia italiana – In particolare dovremo favorire un’ulteriore coinvolgimento delle Nazioni Unite, della comunità internazionale e delle organizzazioni della società civile per migliorare l’assistenza ai migranti salvati in mare e le condizioni dei centri”.

Contro il rinnovo dell’accordo, implicito nelle parole di Di Maio, si schierano 24 tra deputati, senatori ed europarlamentari, molti dei quali militanti in partiti che sostengono il governo: Pd, Sinistra italiana-Leu e Italia Viva. Si tratta dei deputati Erasmo Palazzotto, Rossella Muroni, Nicola Fratoianni, Matteo Orfini, Riccardo Magi, Gennaro Migliore, Giuditta Pini, Fausto Raciti, Luca Rizzo Nervo, Luca Pastorino, Stefano Fassina, Giuseppina Occhionero, Massimo Ungaro, Alessandro Fusacchia, Chiara Gribaudo; dei senatori Loredana De Petris, Davide Faraone, Gregorio De Falco, Francesco Verducci, Francesco La Forgia, Paola Nugnes; e degli eurodeputati: Pietro Bartolo, Pierfrancesco Majorino e Massimiliano Smeriglio. Il gruppo chiede di “sospendere gli accordi con la Libia” e “chiudere i centri di detenzione” denunciando “una sistematica violazione dei Diritti Umani delle persone che tentano di fuggire da quello che è ormai considerato un vero e proprio inferno”.

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