Lo Stato Islamico ha nominato il suo nuovo leader. In un messaggio audio diffuso dal canale ufficiale dei jihadisti al-Furqan, Abu Hamza al-Quraishi, il nuovo portavoce dell’Isis dopo la morte del suo predecessore ha confermato il decesso del leader Abu Bakr al-Baghdadi e del responsabile della comunicazione Abu al-Hassan al-Muhajir e diffonde il nome del nuovo Califfo: Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurashi. Sarà lui e non Abdullah Qardash, il jihadista indicato ad agosto dal defunto leader di Daesh, a guidare l’organizzazione. È stata la Shura di Isis, l’Assemblea dei membri di alto rango, a decidere il nome del nuovo leader, anche se non si capisce se con largo sostegno o meno. Un particolare che potrebbe fornire maggiori indicazioni sulla lotta interna per il potere e su eventuali scissioni.

Al-Baghdadi, che ha guidato l’Isis dal 2014 ed era l’uomo più ricercato al mondo, è morto in un blitz condotto dalle forze speciali Usa domenica in Siria nella provincia nordoccidentale di Idlib. L’Isis ha anche confermato l’uccisione, in un altro raid avvenuto il giorno dopo, del portavoce del gruppo, Abu Hassan al-Muhajir. Secondo quanto annuncia lo Stato islamico, l’organo legislativo e consultivo del gruppo si è riunito 48 ore dopo la morte del leader jihadista iracheno: “Il Consiglio della Shura dello Stato islamico si è riunito immediatamente dopo confermando il martirio di Sheikh Abu Bakr al-Baghdadi e più anziani dei guerrieri si sono accordati” su un sostituto, spiega il messaggio audio di sette minuti.

Nel messaggio ci sono minacce agli Usa, accuse al presidente Donald Trump e un appello a vendicare la morte del al-Baghdadi. Il portavoce invita alla vendetta “contro infedeli e apostati”e rivolge un appello a “tutti i mujahedin” a giurare fedeltà al nuovo califfo. Il portavoce lascia intendere che il nuovo califfo sia un veterano del jihad, che abbia combattuto contro “la protettrice della croce”, ovvero l’America, e che sia un “conoscitore delle sue guerre e consapevole della sua astuzia“. Durante il messaggio audio arrivano poi le minacce dirette agli Stati Uniti. “Non rallegratevi” perché il nuovo califfo vi farà soffrire più del precedessore e quello che “vi è stato inflitto da al-Baghdadi, in confronto aveva un sapore dolce”. Quindi le accuse a Trump. “Il destino degli Stati Uniti è in mano a un vecchio goffo, che la sera ha un’opinione e il mattino ne ha un’altra”, prosegue il portavoce che, rivolgendosi sempre agli Stati Uniti, evidenzia come lo Stato islamico sia “alle porte dell’Europa e nel cuore dell’Africa“.

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