“Di Maio parla di esperimento fallito in Umbria? Secondo me, sbaglia. E’ chiaro che questo esperimento, come lo chiama lui, ha avuto enormi limiti, perché pensato e partorito all’immediata vigilia della presentazione delle liste. Questo dialogo che io considero utile andava e andrebbe fatto con più tempo e approfondimento“. Così, ai microfoni de “L’Italia s’è desta” (Radio Cusano Campus), il commissario del Pd in Umbria, Walter Verini, commenta le dichiarazioni del leader del M5s, Luigi Di Maio, sulla sconfitta elettorale alle regionali umbre.

“Il M5s – continua – ha preso il 7%. Ciò significa che il loro elettorato non ha avuto neanche tempo di metabolizzare quest’alleanza col Pd. Io credo che la colpa sia da individuare nella crisi profonda che sta vivendo il movimento. Il M5s deve decidere se continuare a fare l’anti-tutto, però sono poco credibili su questo punto, dal momento che hanno raccolto la sfida del governo e quindi devono misurarsi e allearsi con qualcuno. Qui c’è un tema importante, che peraltro pone quotidianamente anche Il Fatto Quotidiano, che invita i 5 Stelle ad assumere un profilo diverso”.

Verini spiega: “Abbiamo in Italia una destra che, pur avendo certamente divisioni interne, ha quasi il 48%. Poi c’è un centrosinistra con il Pd, che nel suo insieme ha il 30%. Se vogliamo competere con la destra e se il M5s non vuole condannarsi all’irrilevanza, dobbiamo ragionare insieme, e non per appiccicare i partiti, ma al fine costruire qualcosa che dia ossigeno anche al governo”.
E aggiunge: “Questo governo non può vivere una vita grama in cui deve ogni giorno misurarsi con le bandierine che le forze politiche mettono. Se si vuole continuare a issare bandierine, si commette un gravissimo errore. Questo governo non può vivacchiare. Deve lavorare bene e quindi bisogna dare il senso che non stiamo lì appiccicati per non andare alle elezioni, ma per dare un orizzonte al Paese”.

Verini si sofferma sul bilancio del Pd all’indomani del voto in Umbria: “Il problema è che c’è un sistema che ha dato tanto all’Umbria e che però da diversi anni era in forte crisi. E questo è stato l’epilogo. Negli anni scorsi come Pd avevamo già perso diversi Comuni in Umbria. Negli ultimi anni questo sistema si è chiuso in se stesso, ha continuato a fare cose buone ma non ha visto criticità, opacità, errori. Poi, anche in conseguenza di questa chiusura, siamo stati investiti da una drammatica questione morale. Io sono commissario in questa regione, perché nei mesi scorsi c’è stata una bufera giudiziaria sui vertici del Pd e quindi la crisi nella Regione. Quella di ieri è stata una sconfitta drammatica di alto valore simbolico e politico, ma non inaspettata”.

Il deputato dem sottolinea: “In questa batosta però va valutato anche che il Pd umbro ha ottenuto oltre il 22%. Tre mesi fa alle elezioni europee avevamo meno del 24%, includendo LeU, renziani e Calenda. Quindi, abbiamo perso un punto. Oggi si apre uno scenario inedito per noi, quello dell’opposizione in Regione, ma il Pd ha dato prova di essere ancora in piedi, pur colpito. Quindi, credo che si possa lavorare per ricostruire un’identità nuova del Pd e della sinistra in Umbria”.

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