Otto giorni dopo la data entro cui il governo avrebbe dovuto presentare alle Camere la legge di Bilancio, la manovra è ancora a caccia di coperture e intese politiche su molti punti. Digerito il risultato delle elezioni in Umbria, la maggioranza tornerà a vedersi martedì per fare il punto sul pacchetto di misure per la famiglia: la settimana scorsa si è parlato di una carta bimbi da 400 euro al mese, ma sarebbe necessario azzerare tutti gli attuali bonus e su questo non c’è accordo. Secondo l’Ansa il testo approderà in Parlamento dopo il ponte dei Morti, forse il 4 novembre. “Si deve definire dove vanno i soldi per le famiglie che fanno i figli, quale sia lo strumento per erogare le risorse. C’è la questione delle partite Iva, bisogna capire a chi va il taglio del cuneo fiscale e poi c’è tutta la questione legata a plastic tax e sugar tax”, ha detto Luigi Di Maio intervistato da Sky tg 24.

Nella bozza, oltre a una stretta sui consumi intermedi dei ministeri, c’è anche un ulteriore strumento per la lotta all’evasione che si affiancherà a quelli messi in campo con il decreto fiscale: è l’evasometro con anonimizzazione, strumento che dovrebbe consentire di superare i paletti del garante della Privacy all’incrocio dei dati dei contribuenti per individuare quelli che presentano “sintomi” di scarsa fedeltà tributaria. In pratica, spiega Il Sole 24 Ore, le informazioni dell’Anagrafe dei rapporti finanziari verrebbero utilizzate massicciamente per individuare i criteri di rischio evasione, ma solo dopo aver reso anonimi i contribuenti assegnando ad ognuno un numero. A valle dell’analisi dei dati e della profilazione, solo chi presenta un profilo fuori linea – per esempio perché la dichiarazione dei redditi non spiega le giacenze sul conto corrente – tonerà “visibile” agli occhi del fisco per essere controllato. Una metodologia molto simile sarà utilizzata per la lotteria degli scontrini: al posto del codice fiscale, che l’utente dovrà fornire all’esercente per partecipare all’estrazione, la piattaforma elettronica che Dogane ed Entrate stanno mettendo a punto assegnerà un codice.

Nell’ultima bozza è previsto anche un tetto sulle spese dei ministeri per l’acquisto di beni e servizi, le cosiddette spese intermedie, che secondo Matteo Renzi sono aumentate troppo negli ultimi anni. Nonostante l’insistenza di Italia viva non sono invece previste, per ora, modifiche alle finestre di quota 100, ma si stimano maggiori risparmi, che consentiranno di congelare spese per 300 milioni nel 2020, 900 milioni nel 2021 e 500 nel 2022.

Resta invece da decidere come procedere riguardo ai paletti alla flat tax per le partite Iva, confermata al 15% per chi ha ricavi sotto i 65mila euro: il premier Giuseppe Conte ha promesso che verrà mantenuto il regime forfettario, ma il Documento programmatico di bilancio citava anche nuovi limiti alle spese per dipendenti e per beni strumentali. Tutti d’accordo invece sulla possibilità che ci sia un tetto al cumulo con eventuale redditi da lavoro dipendente, che rimarrebbe fissato a 30mila euro.

C’è poi il nodo micro-tasse: sulla cedolare secca (che passa dal 10 al 12,5% sugli affitti concordati) e la sugar tax si vedrà in Parlamento se ci sono risorse per abolirle ma intanto si lavora per limitare la tassa sulla plastica in modo che non siano penalizzati i materiali riciclabili. Sulla famiglia, infine, la maggioranza è ancora divisa. Il fondo appostato vale 2 miliardi. Da un lato c’è chi, come Italia viva, vorrebbe affiancare al bonus asili nido il rinnovo dei bonus bebè del passato e chi, come il Pd, vorrebbe un intervento organico che porti verso l’assegno unico. Sugli asili nido dovrebbero esserci 150 milioni su 600. I sindaci Pd spingono perché vengano dati ai Comuni perché decidano come assegnarli, a seconda delle esigenze dei territori, e non direttamente alle famiglie: tra i Dem c’è chi è a favore di questa linea.

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