La risposta non si è fatta attendere e il tono, in attesa del vertice di maggioranza convocato per lunedì, è da muro contro muro. Luigi Di Maio l’ha offerta ai giornalisti che lo attendevano Matera per Expo 2020, la cui prima domanda è stata sulle parole pronunciate ieri da Giuseppe Conte. “I toni ‘o si fa così o si va a casa’ fanno del male al Paese, fanno del male al governo. In politica si ascolta la prima forza politica che è il M5s, perché se va a casa il M5s è difficile che possa esistere ancora una coalizione di governo”, ha detto il capo politico pentastellato replicando al premier che ieri sul tema della lotta all’evasione ha detto: “Chi non fa squadra è fuori dal governo”.

“Non c’è nessun ultimatum contro un ultimatum – ha proseguito Di Maio – Io credo soltanto che bisogna fare in modo che in questo governo ci sia meno nervosismo, meno prese di posizione dure e mettere al centro le persone e non le proprie opinioni“. “Prima di tutto sono soddisfatto che domani finalmente si riunisce questo vertice di maggioranza che stavamo chiedendo da un po’, un vertice di governo che deve servire a mettere nella legge di bilancio tre proposte che per noi sono imprescindibili: o si fanno o non esiste ancora la manovra“, ha proseguito il ministro degli Esteri.

“L’obiettivo adesso per noi è aiutare gli imprenditori, le partite iva, i commercianti e fare una vera lotta all’evasione. Ai piccoli come ai grandi, solo che in Italia per anni si sono utilizzati strumenti per perseguire i piccoli evasori e non hanno raggiunto l’obiettivo, si sono totalmente ignorati gli strumenti per i grandi per esempio il carcere ai grandi evasori e la confisca per proporzione”, ha detto ancora Di Maio.

Che questa mattina sul proprio profilo Facebook ha pubblicato un post del Blog delle Stelle del 19 ottobre che ribadisce “le richieste del MoVimento 5 Stelle sulla manovra”, articolate in tre punti: “Introduzione subito del carcere ai grandi evasori e la confisca per sproporzione”, “obbligo del pos ma solo dopo aver abbattuto drasticamente i costi su carte di credito e dispositivi” e “revocare il cambio del regime forfettario per le partite iva al 15%”. Con una postilla che va in direzione esattamente contraria alle parole pronunciate di ieri da Conte: “Ricordiamo a tutti che una vera lotta all’evasione si fa con il buon senso. Colpendo gli evasori e anche i grandi evasori, trovando il coraggio di aggredire i colossi finanziari, i concessionari autostradali e i pesci grossi che evadono miliardi di euro”.

Sabato il premier aveva risposto alle critiche Di Maio sul piano anti-evasione fiscale messo a punto dal governo. “Per me va bene tutto, il limite al contante, il pos – aveva detto il leader M5s in una diretta Facebook – ma non possiamo criminalizzare delle categorie, non possiamo combattere contro il commerciante, contro categorie gia’ vessate. Chi evade se ne frega, mentre i commercianti hanno soltanto degli adempimenti in più”. “Il piano anti-evasione non può essere né smantellato né toccato – aveva replicato il primo ministro – Io ho iniziato con il M5S che gridava ‘onestà onestà’ e tutte le forze politiche non devono tirarsi indietro”. “Qui bisogna fare squadra, chi non la pensa così è fuori dal governo“, aveva aggiunto.

Intanto in maggioranza pare non esserci accordo sulla effettiva convocazione del vertice di domani. “Non sono permalosa, però vorrei sottolineare che della convocazione di una riunione di maggioranza lo apprendo ora perché io non ho ricevuto alcuna telefonata e alcuna comunicazione”, ha detto il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova (Italia Viva) ad Agenda su Sky TG24. “In questo momento la mia agenda dice che lunedì mattina sono a discutere con i produttori e con i rappresentati istituzionali nella prefettura di Ferrara di cimice asiatica che sta distruggendo le culture frutticole – ha risposto la capo delegazione di Iv al governo – Se ci saranno altre riunioni spero di essere informata al pari degli altri componenti della maggioranza”.

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