In Italia, al 1 gennaio del 2019, l’Istituto nazionale di statistica contava 5.255.503 stranieri residenti. Si tratta del 9% della popolazione totale, ma se si chiede agli italiani quale pensano sia questa percentuale, il numero triplica e arriva al 31%. Una percezione falsata, segno di un’esagerata attenzione sul tema che però non torna quando si tratta di mettere in fila la priorità del Paese: il problema dell’immigrazione è in realtà solo al quarto posto. Un italiano su due è più preoccupato dalla disoccupazione, il 38% vede nella delicata situazione economica la principale sfida mentre il 34% cita le tasse. Quello su cui quasi tutti sono d’accordo è l’impatto del fenomeno migratorio, positivo solo per il 12%, negativo per quasi sei italiani su dieci, ma anche il colpevole, individuato all’esterno: l’85% degli italiani crede che l’Unione europea debba fare di più per supportare il nostro paese nella gestione dei movimenti migratori.

Sono queste le tendenze principali emerse dal sondaggio sulla percezione del fenomeno migratorio in Italia condotto da Ipsos per l’organizzazione WeWorld Onlus e presentato giovedì 10 ottobre a Bologna, in occasione della 13esima edizione di Terra di Tutti Film Festival. Un’indagine che restituisce l’immagine di un’opinione pubblica italiana caratterizzata da un’elevatissima sovra-rappresentazione del fenomeno migratorio: “Nonostante per gli italiani l’immigrazione sia solo al quarto posto nella classifica dei problemi del nostro Paese, è estremamente significativo che la percezione del fenomeno migratorio sia così falsata rispetto alla realtà”, dice Marco Chiesara, presidente di WeWorld Onlus. “Questi dati mostrano come il clima d’odio costruito e promosso negli ultimi anni abbia generato percezioni distorte, che alimentano paure infondate verso chi arriva in Italia in cerca di accoglienza. Paure che diventano prioritarie rispetto a problemi più concreti e reali”.

Il sondaggio condotto dall’istituto guidato da Nando Pagnoncelli mostra che gli italiani sono preoccupati dal fenomeno migratorio ma non per forza contrari, se governato con la collaborazione dell’Unione europea. Rappresenta la maggioranza, il 59%, chi ritiene molto importante il rispetto per le tradizioni e le abitudini dei migranti, anche se solo un quarto degli italiani ritiene che l’immigrazione abbia un effetto positivo sulla vita culturale del Paese. Sei intervistati su dieci dichiarano poi che chi è nato in Italia deve essere considerato un vero italiano, indipendentemente dalla nazionalità dei propri genitori, in adesione alla contestatissima disciplina dello ius soli.

Sul tema della sicurezza, gli italiani sembrano gradire posizioni forti: il 40% degli intervistati si dichiara d’accordo con la gestione dei respingimenti del governo e la metà è convinta che l’Italia abbia bisogno di maggiore protezione dal mondo esterno rispetto al passato, mentre il 44% si dice preoccupato dalla possibile presenza di terroristi tra i migranti. L’aspetto che più alimenta le paure degli italiani nei confronti dei migranti sembra però essere quello del lavoro: se da un lato è ampiamente condivisa l’idea che i migranti siano vittime, spesso sfruttate dal mercato del lavoro (75%), la metà degli intervistati è convinta che le aziende dovrebbero dare la precedenza nelle assunzioni ai lavoratori italiani e un terzo è convinto che i migranti abbiano reso più difficile trovare lavoro per gli italiani (38%).

La copertura mediatica del tema, secondo un italiano su due, è eccessiva, ma quando si tratta del linguaggio, si assiste a una spaccatura emblematica: il 30% crede che i media abbiano “timore di descrivere negativamente i migranti”, mentre il 34% è all’estremo opposto, dichiarando che “esagerano nel descrivere negativamente i migranti”. In generale, la credibilità è poca: solo il 16% ha giudizi positivi sull’accuratezza nel riportare notizie sui migranti, mentre due italiani su tre dichiarano di essere stati esposti a fake news riguardo al tema dell’immigrazione.

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