Non c’è il via libera delle commissioni Mercato interno e Industria del Parlamento europeo a Sylvie Goulard, designata commissaria Ue dopo l’indicazione di Emmanuel Macron. La francese – che avrebbe dovuto avere anche la delega all’industria della Difesa e dello Spazio – è stata bocciata ancora una volta dai componenti dopo l’audizione suppletiva all’Eurocamera. Il respingimento della candidatura fa infuriare l’Eliseo che denuncia “un gioco politico che riguarda la Commissione europea nel suo insieme”.

Adesso toccherà alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen decidere nel merito, ma visti i numeri con cui Goulard è stata respinta sarà difficile insistere sul suo nome. Tra i deputati chiamati ad esprimersi: secondo fonti di Bruxelles, 82 hanno votato contro, 29 a favore e uno si è astenuto. Il presidente Macron, spiega ancora Parigi, discuterà con von der Leyen “per esaminare il seguito da dare, nel rispetto del portafoglio attribuito alla Francia”.

La bocciatura di Goulard, ha insistito il presidente della Repubblica francese, è frutto di “risentimento, se non di bassezza”. Poi ha aggiunto di “non capirne” i motivi: “Mi sono battuto per un portafoglio, ho proposto tre nomi. Mi hanno detto ‘il vostro nome è formidabile, lo prendiamo’, e poi, alla fine, mi dicono ‘non lo vogliamo più’. Bisogna che mi spieghino”. Anche nella sua prima audizione, lo scorso 2 ottobre, Goulard non aveva ottenuto i due terzi dei consensi da parte degli eurodeputati. Il principale ostacolo riguarda la vicenda dei falsi impieghi che nel 2017 l’aveva spinta a dimettersi da ministro della Difesa del governo francese di Edouard Philippe. Goulard era stata messa sulla graticola da Socialisti, Popolari e Verdi anche per la consulenza al think-thank Berggruen Institute.

Era quindi stata chiesta una nuova audizione per sciogliere i dubbi. Ma neanche questa è bastata per il lasciapassare. “Se dovessi essere indagata, cosa che non è la realtà attuale, dialogherò con la presidente von der Leyen per fare il punto sulla situazione e alla fine trarrò le conclusioni del caso”, si è difesa Goulard aggiungendo che “ci si dimette se si è condannati” fino ad allora “si è innocenti”. Aprendo il suo intervento Goulard aveva precisato di rispettare il “ruolo del Parlamento europeo nella sua funzione di controllo democratico della Commissione” e ha poi spiegato che è stata la presidente eletta a scegliere il suo portafoglio “complesso ed ampio” e che “riflette la complessità delle sfide economiche industriali ed umane che dobbiamo affrontare ogni giorno”.

“Siamo in una fase parlamentare, democratica e trasparente. Ho proposto 26 candidati: 23 sono stati accettati e tre non hanno ottenuto la maggioranza, per diverse ragioni. Le nomine ungherese, romena e francese restano aperte – dice la presidente von der Leyen – .Bisogna non perdere di vista la posta in gioco. I prossimi cinque anni saranno decisivi per l’Europa” e per questo “ora, assieme all’Eurocamera, occorre accelerare il percorso, in modo che l’Europa possa agire velocemente”.

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