“Il fuoco appiccato da interessi che distruggono, come quello che recentemente ha devastato l’Amazzonia, non è quello del Vangelo”. È la denuncia fatta da Papa Francesco nell’omelia della messa con la quale, nella Basilica Vaticana, ha aperto il Sinodo speciale dei vescovi sul tema Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale. Quasi duecento presuli da ogni parte del mondo discuteranno per tre settimane in Vaticano su quella che è una vera e propria emergenza non solo ambientale, ma anche umana per i risvolti drammatici che la situazione in Amazzonia sta procurando alle popolazioni che vivono in quella regione. Risvolti spesso negati dalle autorità politiche che hanno visto questo Sinodo di Bergoglio come un vero e proprio attacco alla loro leadership.

Ma la denuncia di Francesco, autore dell’enciclica sociale Laudato si’, va ben oltre i meri interessi politici. “Tanti fratelli e sorelle in Amazzonia – ha affermato il Papa – portano croci pesanti e attendono la consolazione liberante del Vangelo, la carezza d’amore della Chiesa. Per loro, con loro, camminiamo insieme”. Una denuncia accompagnata da un monito rivolto ai padri sinodali a non diventare da pastori dei funzionari “per servire noi stessi e servirci della Chiesa”. “Lo ricorda il Vangelo, che parla di ‘servi inutili’: un’espressione che può voler dire anche ‘servi senza utile’. Significa che non ci diamo da fare per raggiungere un utile, un guadagno nostro, ma perché gratuitamente abbiamo ricevuto e gratuitamente diamo”.

Dal Papa anche l’invito a non lasciare tutto immutato continuando “a scandire i nostri giorni” con la logica del “si è sempre fatto così”, facendo vincere così i “timori” e la “preoccupazione di difendere lo status quo”. Francesco, citando le parole di Benedetto XVI ha ribadito che “in nessun modo la Chiesa può limitarsi a una pastorale di ‘mantenimento’, per coloro che già conoscono il Vangelo di Cristo. Lo slancio missionario è un segno chiaro della maturità di una comunità ecclesiale”. Da Bergoglio anche un mea culpa: “Quando senza amore e senza rispetto si divorano popoli e culture, non è il fuoco di Dio, ma del mondo. Eppure quante volte il dono di Dio non è stato offerto ma imposto, quante volte c’è stata colonizzazione anziché evangelizzazione. Dio ci preservi dall’avidità dei nuovi colonialismi. Il fuoco appiccato da interessi che distruggono, come quello che recentemente ha devastato l’Amazzonia, non è quello del Vangelo. Il fuoco di Dio è calore che attira e raccoglie in unità. Si alimenta con la condivisione, non coi guadagni. Il fuoco divoratore, invece, divampa quando si vogliono portare avanti solo le proprie idee, fare il proprio gruppo, bruciare le diversità per omologare tutti e tutto”.

Alla vigilia dell’inizio del Sinodo sull’Amazzonia non sono mancante polemiche anche dentro la Chiesa cattolica. Alcuni cardinali hanno attaccato duramente il documento preparatorio del dibattito bollandolo come eretico e scismatico. Su tutti, il punto che ha destato maggiore scalpore è quello che riguarda i cosiddetti “viri probati”, ovvero uomini sposati che vengono ordinati preti senza lasciare la loro famiglia. “Affermando che il celibato è un dono per la Chiesa, – si legge nel documento preparatorio del Sinodo – si chiede che, per le zone più remote della regione, si studi la possibilità di ordinazione sacerdotale di anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunità, sebbene possano avere già una famiglia costituita e stabile, al fine di assicurare i sacramenti che accompagnano e sostengono la vita cristiana”. Un tema sul quale successivamente, anche nella stretta cerchia della Curia romana, ci sono state nette prese di distanza. “Non sono contrario, ma sono scettico”, ha affermato il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi. Alla fine sarà il voto dei padri sinodali a decidere.

Twitter: @FrancescoGrana

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