Sedici milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Palermo nell’ambito dell’indagine sulla Blutec, la società che ha rilevato lo stabilimento ex Fiat di Termini Imerese. Il decreto di sequestro riguarda anche il 100% delle azioni della Metec spa, capogruppo di proprietà dell’indagato Roberto Ginatta. La Metec è una storica azienda del settore della produzione di componentistica automotive, nata dall’acquisizione del gruppo Stola. La holding controlla, oltre alla Blutec, anche di altre società attiva nel settore e con stabilimenti in diverse regioni italiane.

Ginatta, insieme a Cosimo Di Cursi, è accusato dalla procura di Torino di aver distratto ingenti finanziamenti pubblici, erogati tramite Invitalia per conto del ministero dello Sviluppo Economico, per sostenere il programma di sviluppo finalizzato alla riconversione e riqualificazione del polo industriale di Termini Imerese, che prevedeva la realizzazione di una nuova unità produttiva negli stabilimenti che furono di Fca.

A luglio, nell’ambito della stessa inchiesta, erano stati posti sotto sequestro disponibilità finanziarie e beni di varia natura riconducibili alla Blutec e agli indagati per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro, nonché il 15% circa delle azioni della Metec, il cui valore era stato stimato in 10 milioni di euro. Ma quei soldi – come aveva raccontato ilfattoquotidiano.it nel gennaio 2018 – sarebbero stati utilizzati per altro.

Una più complessa attività di stima, che ha tenuto conto, in particolare, della notevole esposizione debitoria della controllata Blutec spa, ha concluso che l’effettivo valore dell’intera Metec spa si aggiri sui 9,4 milioni di euro. Per questo è stato dunque necessario sottoporre a sequestro l’intero capitale sociale della Metec, che verrà a breve affidato dal gip a un amministratore per l’ordinario prosieguo dell’attività d’impresa.

“È inqualificabile l’inerzia del ministero dello Sviluppo economico, che ancora non riconvoca il tavolo di confronto con i sindacati”, dice Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, responsabile del settore auto, dopo il sequestro preventivo. “Nonostante i nostri ripetuti solleciti, il Mise – attacca Ficco – continua a far finta di nulla, forse sperando che sindacati e lavoratori si stanchino e che i riflettori della pubblica opinione si spengano. Ma un governo che non affronta i problemi non serve a niente e a nessuno”.

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