Dopo il trasferimento per competenza territoriale a Torino il giudice per le indagini preliminari del Tribunale piemontese conferma il sequestro di Blutec. Lo riporta il quotidiano LiveSicilia spiegando che la decisione del gip Rosanna Croce, emessa il 25 aprile ed eseguita il giorno successivo, ricalca il provvedimento del Termini Imerese sulla base delle indagini del Nucleo di polizia economica-finanziaria di Palermo.

Il reato contestato all’azienda, all’amministratore delegato Cosimo Di Cursi e al presidente del consiglio di amministrazione Roberto Ginatta è la malversazione ai danni dello Stato. Secondo le indagini non sarebbero stati spesi come da programma 16 dei 21 milioni milioni assegnati da Invitalia, l’agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa partecipata al 100% dal ministero dell’Economia, per il rilancio dell’ex fabbrica Fiat di Termini Imerese. Il finanziamento sarebbe stato sprecato, così sostiene l’accusa, fra spese non ammissibili, costi fantasma e strani movimenti bancari.

Il gip torinese scrive che Blutec, “ha investito una parte rilevante delle risorse pubbliche in private attività speculative, non riconducibili in alcun modo alla realizzazione del progetto oggetto del contratto di sviluppo relativo alla riqualificazione del polo industriale di Termini Imerese”. Ed ancora: “Ebbene, risulta in maniera univoca dalle emergenze istruttorie sopra richiamate, non solo che le opere oggetto del programma di sviluppo industriale ammesse al finanziamento non erano state ultimate, ma altresì che le somme erogate in conto anticipo non vennero destinate allo scopo, ma invece destinate ad utilizzi del tutto diversi, così come facilmente evincibile dalle verifiche condotte dalla stessa Invitalia“. Da qui il sequestro preventivo dell’azienda che prosegue la sua attività in amministrazione giudiziaria.

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