C’è chi ha scritto, chi ha dipinto, chi ha vissuto di cultura e chi ha composto canzoni. Molti di loro sono diventati anche un’icona. Il ‘Pantheon’ del cimitero Monumentale di Milano, ospiterà dal prossimo 2 novembre 12 nuovi nomi, comunicati in una nota dalla Commissione consultiva del Comune di Milano per le onoranze al Famedio. Cinque donne e sette uomini che hanno lasciato una firma personale sulla città degli Sforza, con le loro opere o con il loro lavoro.

Nella lista dei 12 c’è anche Inge Feltrinelli, morta nel settembre 2018. Soprannominata The queen of publishing (“La regina dell’editoria”), fu dal 1972 alla guida dell’omonima casa editrice fondata nel 1945 dal marito Giangiacomo. Amava ripetere che “I libri sono tutto. I libri sono la vita”, ma anche le immagini per lei contavano: reporter e fotografa, immortalò – fra gli altri – Ernest Hemingway e Pablo Picasso.

Gillo Dorfles, invece, amava ripetere che “l’arte è l’unica passione a cui sono rimasto fedele”. Professore di Estetica in Statale e teorico e critico d’arte, Dorfles ha vissuto per 107 anni fra pittura e critica. Nel 2017 aveva aperto alla Triennale di Milano una mostra di suoi dipinti: “Anche se è pittura per modo di dire: come artista non posso considerarmi riuscito in maniera assoluta”, aveva detto durante l’inaugurazione. “Come critico no – aveva sottolineaeto – ma come pittore sono stato sempre un dilettante”.

Fra i nomi anche Mario Cervi, scomparso nel 2015, 70 passati da giornalista: aveva iniziato al Corriere della Sera come cronista giudiziario prima e inviato speciale poi. Era poi tornato a Milano e al fianco di Indro Montanelli aveva fondato Il Giornale. In quella redazione tornerà sempre, ogni giorno, per rispondere alle lettere dei lettori. Al confine fra parole e immagini ha lavorato Elisa Penna, giornalista e fumettista: dopo essere entrata in Mondadori, fu caporedattore di Topolino. Percorso simile per Maria Grazia Perini, una carriera fra Rizzoli, Il Corriere dei Piccoli e Eureka.

Un’esistenza per la cultura l’ha vissuta anche Antonio Iosa, fondatore del Circolo Culturale Perini Milano. Paola Marozzi Bonzi, invece, ha scelto di dedicare le sue giornate ad aiutare gli altri, fondando il Centro di Aiuto alla Vita presso la Clinica Mangiagalli. Non solo giornalisti ma anche donne e uomini d’arte: Rachele Bianchi, una delle personalità più influenti della scultura novecentesca, che ha dedicato alla città meneghina una statua, riconoscibile in via Vittor Pisani.

C’è posto anche per chi ha fatto a pugni, ma solo per finta e solo per vincere, come Giancarlo Garbelli, campione di boxe che nel 2015 venne insignito dalla WBC della corona di campione mondiale ad honorem. Nella lista anche Antonio Virgilio Savona, cantautore e componente del Quartetto Cetra: Vecchia america, La Ballata del soldato, Nella vecchia fattoria sono alcuni dei successi che hanno reso celebre il gruppo, attivo a partire dagli anni Quaranta. Infine, il partigiano Libero Traversa, che affrontò i fascisti a 14 anni: era membro del comitato provinciale dell’Anpi e presidente onorario della Sezione 25 Aprile.

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