Un compenso mensile da 2.600 euro per una consulenza alla Fnm spa, Ferrovie Nord Milano, un colosso dei trasporti pubblici lombardi quotato in Borsa e il cui azionista di maggioranza è lo stesso Pirellone. Sono i soldi pubblici incassati da Gianluca Savoini, il leghista presidente dell’associazione Lombardia Russia al centro dell’inchiesta della procura di Milano sui fondi russi alla Lega. A sostenerlo sono il settimanale l’Espresso e il sito Fanpage. L’ufficio stampa di Fnm fa sapere che “per prassi aziendale” la società “non fornisce informazione e/o commenti sui propri rapporti contrattuali”.

Savoini, poi, scavrebbe ottenuto anche una consulenza pagata da una società della galassia Ernst&Young. Si tratta della Global Shared Services Srl, che ha staccato un assegno a savoini da 71.400 euro il 25 giugno 2019. Sono proprio gli stessi giorni in cui Savoini è a centro dello scandalo Metropol, l’hotel di Mosca dove il 18 ottobre incontra alcuni uomini d’affari russi per trattare una compravendita di petrolio. Quell’affare doveva servire a finanziare la campagna elettorale della Lega: da qui l’accusa di corruzione internazionale avanzata dalla procura di Milano per Savoini. La consulenza della società vicina a Ernst&Young si riferiva a “un contratto di collaborazione professionale relativo allo sviluppo commerciale di un software linguistico di traduzione automatica”.

Era già noto, invece, che Savoini fosse anche vicepresidente del Corecom, ossia l’organismo che si occupa del controllo del sistema delle comunicazioni regionali. Un incarico da 2.594 euro lorde al mese, che Savoini ha ottenuto dal 2013, grazie ai voti dei consiglieri regionali leghisti. L’ombra della Lega si proietta anche sulla Fnm
spa, amministrata da uno storico esponente del Carroccio: l’ex parlamentare e già vice presidente regionale, Andrea Gibelli.

Recentemente una società del gruppo Ferrovie Nord Milano, Trenord, era finita citata in un’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il governatore leghista della Lombardia, Attilio Fontana. Tutto nasce dalla mancata rielezione in consiglio regionale di Luca Marsico, ex esponente di Forza Italia, avvocato e socio di studio dello stesso Fontana. Fontana fa ottenere a Marsicoe una consulenza per Trenord da 8mila euro. L’incarico non è menzionato nelle carte. Fontana, invece, finirà indagato per abuso d’ufficio per un’altra nomina di Marsico: quella da 11.500 euro nel Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici.

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