Poco fa mi è arrivata la notizia dell’ennesimo rogo tossico in un impianto di rifiuti nella notte: questa volta di pneumatici a Battipaglia. Rilevanti le quantità incendiate. Gli pneumatici sono costituiti da gomma vulcanizzata, acciaio e tessuti. La loro combustione genera micidiali polveri sottili che contengono vari inquinanti: dagli incombusti, la cui natura è la più varia, ai Cov (composti organici volatili), agli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici). Inoltre vengono generati ossidi di zolfo e di carbonio. Più elevata è la temperatura di combustione e più le polveri sono piccole, e quindi inalabili, con massimizzazione del rischio alla salute pubblica in rapporto al tipo di inquinante trasportato dalla polvere (sottile, ultrasottile, nanopolveri).

È veramente assurdo, schizofrenico e suicida che, a seguito della chiusura dell’importazione di rifiuti da parte della Cina e di altri paesi – in carenza di impianti di trasformazione intermedia, nella più totale e ultradecennale assenza di impianti finali di smaltimento in Campania, nella totale assenza di tracciabilità certa dei rifiuti speciali e industriali e tutela degli impianti “legali”-, ci sia ormai un’autentica tragedia con reiterazione degli incendi che, a livello nazionale, hanno superato i 400 episodi, ed è assurdo che non si mobiliti l’esercito per la vigilanza permanente di questi impianti.

Ciascuno di questi 400 incendi di grandi impianti di rifiuti equivale a migliaia dei piccoli roghi tossici che hanno caratterizzato la Terra dei fuochi campana sino all’emanazione delle leggi penali nel 2014. Da allora, dovendo bruciare rifiuti “non” abbandonati, i roghi tossici degli impianti “legali” coinvolgono molte migliaia di tonnellate in più di rifiuti industriali rispetto ai classici e ormai obsoleti “piccoli roghi” della vecchia Terra dei fuochi.

Questo è stato denunciato ormai da vari anni anche direttamente dai magistrati inquirenti nella Terra dei fuochi. I roghi sono molto di meno, ma quelli degli impianti sono di gran lunga più tossici! Assurdo e irresponsabile considerato che quegli inquinanti attentano alla vita di bambini, vecchi, donne incinte, donne, e uomini. Ipa e Cov generano patologie molto gravi. È una guerra quella degli incendi ai rifiuti, dove da due anni lo Stato è assente.

Grazie al Fatto Quotidiano, io lo sto denunciando con tutta la forza che posso da anni!

1. Le Terre dei fuochi non si sono mai spente né ridotte, perché mai sono state combattute le vere cause (evasione fiscale e mancanza di tracciabilità certa dei rifiuti industriali)

2. Sono cambiati i flussi dei rifiuti industriali e tossici in regime di evasione fiscale: oggi sono indirizzati prevalentemente nel rendere saturi gli impianti “legali” intermedi o finali (capannoni e discariche)

3. Dal momento che la Campania non dispone da sempre di impianti finali “legali”, ne deriva obbligatoriamente che i flussi principali e gli impianti che bruciano di più non si trovano più nella sola Campania, ma caratterizzano ormai tutta l’Italia colpendo in prevalenza al nord e in particolare le province a maggiore concentrazione di impianti “legali” (esempio Brescia).

Nelle Terre dei fuochi, a Brescia come in Campania, le morti serene di vecchiaia sono sempre più rare! Stiamo subendo in Campania, come in tutta Italia, una terribile “lapidazione ambientale” da parte di sempre più numerosi “sassi cancerogeni” provenienti da roghi tossici, magari numericamente minori, ma di gran lunga più tossici e più estesi!

La lapidazione è una modalità di condanna a morte utilizzata in una società umana per uccidere un proprio componente ritenuto degno di morire, ma senza attribuire a nessuno la diretta responsabilità della morte, neanche al boia. Non si è mai sentito responsabile della morte di Santo Stefano, lapidato, lo zelante ebreo Saulo prima di convertirsi e diventare San Paolo perché questo è lo scopo della lapidazione: uccidere ma senza far sentire nessuno responsabile di quella morte. Il responsabile è la società intera.

È questo oggi accade nelle Terre dei fuochi di Brescia come di Acerra, di Caivano, di Taranto, di Priolo Augusta, di Porto Torres, ecc. come dimostrato ormai inoppugnabilmente dai dati contenuti nel Progetto “Sentieri “ dell’Istituto superiore di sanità! Lo Stato italiano è il diretto e solo responsabile di questa terribile lapidazione in atto!

Ne ha provocato la genesi con maliziosi “errori” nelle sue pur buone leggi sui reati ambientali, le quali necessitano di una revisione urgente che però non si vuole fare! Chi sta tramando contro la tracciabilità dei rifiuti industriali, contro la revisione delle leggi sui reati ambientali che stanno uccidendo sempre più italiani, oggi più al nord che al sud?

È orribile pensare che noi cittadini italiani ci troviamo a combattere per difendere la nostra salute e la nostra vita stretti tra due fuochi: criminali imprenditori e camorra da una parte e uno Stato italiano complice colluso e ignavo dall’altra. Cosi è da oltre trent’anni in Campania! È giunta l’ora di finirla! Rivolgo un appello urgente, accorato e in ginocchio al generale ministro Sergio Costa che, avendo combattuto con noi sui territori, avendoci sempre ascoltato, sa perfettamente bene tutto!

Un generale o un ministro è fedele servo dello Stato e noi sappiamo quanto ogni giorno questo giuramento venga onorato da tutte le forze dell’ordine e dalla magistratura. Che il governo e lo Stato italiano, in tutte le sue parti, nazionali e locali, non si rendano più collusi e complici di fatto dei crimini ambientali: agisca immediatamente rimediando agli errori suicidi presenti nelle leggi vigenti e dia un senso al sacrificio quotidiano di tante migliaia di cittadini sempre più formati e consapevoli della trageda ambientale e sanitaria grazie al nostro lavoro.

Proceda immediatamente a realizzare non già un mero contrasto di repressione, ma realizzi immediatamente la tracciabilità dei rifiuti industriali e tossici e proceda immediatamente alla revisione dei gravissimi vulnus presenti nelle leggi vigenti che stanno facendo bruciare l’Italia intera!

Io ho fiducia, ma stiamo morendo ogni giorno di più! Tutti! Al nord e al sud!

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