di Margherita Cavallaro

Ed eccoci qui dopo l’estate, dopo le ferie, dopo che finalmente quello al timone senza merito che andava sbandando addosso a tutti ha schiantato da solo la sua bagnarola dalle cui ceneri è sorto…qualcosa. Ecco, io non voglio esprimermi su questo qualcosa (anche perché con la gente che lo chiama esecutivo giallorosso continuo ad aspettarmi Totti come Primo Ministro), ma i nostri cari Papillon e Fontanella invece hanno già aperto le fauci e lasciato libero sfogo alla loro flatulenza verbale. Il nuovo esecutivo (immagino il governo e non la squadra della Roma) è pieno di gay e questa è tutta una cospirazione dell’Esercito Segreto di Silent… volevo dire gender.

Andiamo con ordine e facciamo prima di tutto un’esegesi dell’intervista di Fontanella. Il punto fondamentale è che, insomma, ‘sto governo adesso è pieno di froci. Ma attenzione! Probabilmente ce n’erano anche nel governo prima eh, il che mi fa pensare che prima andava bene e adesso no. Ma no! Probabilmente ce n’erano anche prima ma lui non lo sa, anche se lo pensa perché dai, si vede quando ti piacciono i salamini Beretta invece della crostata. A parte quello nel governo di adesso sicuramente ce ne sono un sacco (ripeto, adesso evidentemente non va più bene), ma in realtà ancora comunque non lo sa. A questo punto il mio cervello stava già cercando di fuggirmi dalle orecchie, quando viene sganciata la bomba H: né lui né il sopracitato capitano della bagnarola sono omofobi, anzi dei suoi amici a Bruxelles gli hanno detto che è un bell’uomo, anche se lui non è interessato!

A questo punto i miei neuroni hanno ribaltato tutti i tavoli e si sono messi a ballare Cacao Meravigliao tra una pioggia di coriandoli e stelle filanti. Chi si permetterebbe mai di pensare che parlare negativamente di un governo perché ci sono un sacco di omosessuali anche se non si sa se siano omosessuali ma sicuramente lo sono perché si sa che tutti gli omosessuali scheccano e tutte le lesbiche fanno le camioniste sia una cosa omofoba? E poi il capolavoro: dopo tutto questo si vanta dei complimenti che gli fanno gli uomini, puntualizzando però subito di non essere interessato. Per usare la tecnica di Fontanella stesso, non lo so, ma questa cosa mi ricorda tanto la storia della volpe e l’uva. Ah, sì, l’uva, è lì, figurati, ma non mi va. Forse, nel profondo della sua visione del mondo anni 50, Fontanella ha la parte della liceale verginale che fa i risolini quando il quarterback le fischia dietro dalla sua decappottabile. Magari era più appropriato dire che a essere sganciata, più che la bomba H, era la preparazione H. Però sia chiaro che ovviamente non lo so, mi raccomando!

I miei neuroni hanno poi chiuso tutto con fuochi artificiali al sentire sostenere che la componente Cattolica in Italia è minoritaria. La componente Cattolica. Minoritaria. Non le persone LGBT+. Non le altre religioni. Non le etnie non caucasiche. La minoranza sono i Cattolici. Che sia stata ingannata tutto questo tempo? Che tutte quelle persone che vanno a messa ogni domenica in ogni centimetro d’Italia vadano invece a dei rave pazzeschi a cui non sono mai stata invitata perché non abbastanza cool? Dovrò indagare…

Passiamo ora a Papillon, che ci ha tenuto a dire come la presenza di Elena Bonetti sia il segno supremo della realizzazione della dittatura gender in quanto tra gli autori della Carta del Coraggio. Soffermiamoci un secondo ad analizzare questa frase. Prima di tutto la ministra Bonetti è da sempre vicina all’area cattolica (la minoranza di cui sopra), sposata e con due figli. Secondariamente la Carta del Coraggio è un documento prodotto collettivamente da più di 30.000 scout dopo un raduno di più giorni, quindi dire che la ministra è tra gli autori è giusto un filino ingannevole, anche se non proprio incorretto, dato che c’erano altri 29.999 autori con lei.

Passiamo ora a “dittatura”: il Treccani la definisce come “regime politico caratterizzato dalla concentrazione di tutto il potere in un solo organo, monocratico o collegiale, che l’esercita senza alcun controllo”. “Gender” (ossia genere), invece, si riferisce evidentemente alla Teoria del gender, che è una cosa che si sono inventati i conservatori nel ‘900 per criticare gli allora emergenti studi di genere che ormai da 100 anni mostrano come ciò che percepiamo come maschile e femminile sia un costrutto sociale arbitrario e specifico alla cultura in oggetto. Questo vuol dire che, stando alle definizioni stesse in uso, la dittatura gender è quella in cui ci siamo trovati negli ultimi secoli, secondo cui se nasci con una puffola devi essere per forza Tassorosso e se nasci con una Firebolt per forza Serpeverde. Potere del genere attribuito alla nascita esercitato senza controllo. L’unica dittatura gender è proprio quella che vuole lui. In tutto questo poi ovviamente viene buttata in ballo la mitologica lobby LGBT e ci si rammarica di come adesso riprenderemo a rompere per avere la legge contro l’omotransfobia. Si sa che la libertà di discriminare è più importante di quella di non essere discriminati e avere pari diritti.

Potrei continuare per ore, ma ahimè cari lettori, per oggi ho finito lo spazio a mia disposizione e, come tutte le cose belle, anche questo favoloso volo nella dialettica fatta male deve giungere a termine.

E poi ho un rave in Chiesa che mi attende.

Cacaaao meravigliaaao, che meraviglia ‘sto cacao meravigliao!

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