“Il reato di stalking è uno dei pochi per cui in Italia si va in carcere. Ed è diventato uno strumento letale in mano a persone in malafede, che ne fanno uso per vendicarsi, schiacciare e zittire ex ‘scomodi’”. Così, nella sua pagina Facebook, il blogger e scrittore Davide Stasi descrive il reato di stalking, considerato, in pratica, un reato che lascia “legioni di uomini ingiustamente umiliati”. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che proprio di questo parlerà il blogger nell’evento che si terrà il 20 settembre a Castello di Nervi “Aperitivo con lo stalker. Come incastrare un uomo a norma di legge. Tre spiragli: visioni alternative su uomini e donne”. Un incontro sulla cui locandina appaiono diversi loghi, tra cui quelli della Lega degli uomini d’Italia e dei Papà separati in Liguria, ma soprattutto quelli del Comune di Genova e del Municipio di Levante. Un patrocinio, con conseguente supporto finanziario, che non è passato inosservato soprattutto alla rete, che ha subito chiesto conto alle due giunte, guidate rispettivamente da Marco Bucci (indipendente di centrodestra) e Francesco Carleo, di Fratelli d’Italia, già denunciato in procura dal Movimento 5 stelle per i suoi post inneggianti al fascismo e per questo indagato per apologia di fascismo.

Immediata la reazione dello stesso Stasi che, via social, ha annunciato il suo “No al bavaglio”. “L’armata rosa-arcobaleno sempre pronta contro le discriminazioni è già sul piede di guerra per IMPEDIRMI di tenere il mio incontro. Come già capitato con Radio RAI 1, si toglie la parola, si mette il bavaglio, si opprime chi ha idee diverse. E per farsi aiutare chiamano in aiuto “a mio cuggino”, cioè il PD, la sponda politica – si legge sulla sua pagina Facebook – Due parole chiare: quant’anche riusciste a forzare la mano al Comune di Genova e al Municipio Levante, io sarò là, dove previsto e terrò comunque il mio incontro. Piuttosto tengo l’intervento in passeggiata. Dovrete zittirmi FISICAMENTE (sempre se ci riuscite). Secondo: chi la pensa diversamente è invitato e benvenuto. Soprattutto loro sono invitati. Io NON HO PAURA di confrontarmi. Dopo il mio intervento ci sarà un dibattito aperto, franco e democratico. In quella sede chi la pensa diversamente potrà esprimersi”.

Immediata la reazione della deputata ligure del Pd Raffaella Paita: “Provo sconcerto nell’apprendere che il Comune di Genova guidato da Marco Bucci abbia deciso di sostenere ufficialmente un blogger genovese, creatore di un sito e pagina fb che propone un evento per negare che esista il fenomeno drammatico degli stalker che tormentano, minacciano e speso uccidono centinaia di donne”. “Si tratta dello stesso personaggio che con un orrendo post ha offeso la mia collega Lucia Annibali. Tutto ciò è raccapricciante – aggiunge Paita – Lo show sarebbe inoltre finanziato dal Municipio di Levante, guidato da Francesco Carlao di Fratelli d’Italia, già indagato per apologia di fascismo. Si tolga qualsiasi sostegno pubblico ad una iniziativa vergognosa. Attendo che l’assessore alla Cultura Barbara Grosso che avrebbe già dato il suo via libera, ritorni sui suoi passi e blocchi immediatamente questa iniziativa”. Il riferimento è a un post di Stasi in cui, parlando della deputata sfregiata nel 2013 con l’acido, affermava che era “vietato parlare al farmacista di acidità di stomaco”, perché il rischio era quello di “essere denunciati” dalla stessa Annibali.

Le idee di Stasi sono facilmente ricavabili nella sezione informazioni della sua pagina. Qui la legge anti stalking viene considerata, nella maggior parte dei casi, un danno “per le persone innocenti o perseguibili per altri reati che non sono gli atti persecutori”. Per il blogger la norma sarebbe stata concepita essenzialmente “per rispondere a una pressione proveniente dalla cronaca, dalle rappresentazioni mediatiche, dalla necessità di acquisire consenso politico ed elettorale e dall’esigenza di alimentare un ricco business legato alle cause di separazione e ai cosiddetti ‘centri antiviolenza’”. Negato quindi, il reato di stalking secondo Stasi che cita anche una “indagine di internet” secondo la qual “tre uomini su cinque” sarebbero vittima di stalking e addirittura secondo cui “8 milioni di uomini” sarebbero “vittime di violenza per mano femminile”. Il tutto solo in Italia.

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