“Ripetere all’infinito la parola ‘tradimento’ non potrà cambiare la realtà dei fatti: questa è una grande mistificazione”. Dopo più di tre ore di dibattito a Montecitorio, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha replicato duramente alle opposizioni che invocavano il ritorno alle urne. Interrotto più volte dai cori “mai col Pd”, il premier ha accusato proprio gli ex soci di governo del Carroccio di “scarsa coerenza“, “irresponsabilità” e di essere loro quelli attaccati alle poltrone. “Il fatto di pensare che”, ha detto poco prima che l’Aula si preparasse al voto di fiducia, “una singola forza politica o addirittura il suo leader possa decidere ogni anno a suo piacimento o addirittura a suo arbitrio di poter portare il Paese alle elezioni è irresponsabile”. Una replica diretta proprio alla Lega e ai contestatori del centrodestra che, a tratti, ha ricordato il discorso del 20 agosto scorso, quando Conte ha presentato le dimissioni dal governo gialloverde e, davanti all’Aula di Palazzo Madama, ha attaccato Matteo Salvini per aver aperto la crisi di governo. E’ passato meno di un mese e oggi, il premier, ha voluto difendere la “coerenza” dei suoi contro l’inaffidabilità degli altri: “Cosa devo pensare?”, ha detto. “Che volevate andare alle elezioni per avere più poltrone?”. E pure: “Ma perché ministri che presentano mozioni di sfiducia non si dimettono?”. Salvini infatti, pur avendo rotto l’alleanza e chiesto il ritorno al voto, non si è mai dimesso dal Viminale. Per la prima volta in pubblico, inoltre, Conte ha attaccato il leader leghista per le sue assenze in Europa e la scarsa preparazione dei dossier. Alla fine del discorso, la maggioranza si è alzata in piedi ad applaudire.

Il premier ha esordito appellandosi alla Carta. “La nostra Costituzione esprime un assetto e un equilibrio istituzionale, noto come democrazia parlamentare: significa che voi parlamentari siete eletti dal popolo e che questo governo viene qui a chiedere la fiducia”. A chi gridava, ha detto: “Ho ascoltato in silenzio, con attenzione, prendendo appunti sulle parole più usate: tradimento, oltraggio a italiani, addirittura sequestro del voto. Mi chiedo se la nostra Costituzione esiste ancora o è stata stracciata“. E rivolgendosi al Carroccio: “Non ho mai detto e non dirò mai che voi avete tradito: mi rivolgo alla Lega”, ha detto il premier. “Dico che mentre il M5s è stato coerente al proprio programma voi dimostrate di essere coerenti alle vostre convenienze elettorali. Avete sbagliato giuramento perché i ministri che hanno giurato letteralmente hanno giurato di tutelare l’interesse esclusivo della nazione non del proprio partito”. Da notare che, per la prima volta, il premier ha difeso direttamente i 5 stelle, mostrandosi vicino ed esponente di quella parte: “Addirittura nel ribaltamento delle posizioni si accusa il M5s che ha subito una scelta di tradimento: è assurdo. Il Movimento 5 stelle, che io apprezzo e lavoro con loro, ha ritenuto di fare della coerenza con il loro programma il centro della loro attività politica”. Conte ha anche risposto, indirettamente, al leghista Garavaglia che ha accusato i 5 stelle di essere “imbullonati alla poltrona”. Una frase “volgare”, secondo il premier. Che ha aggiunto: “Per me la ‘poltrona’ è fonte di responsabilità, ma messa su questo piano cosa devo pensare? Che volevate andare alle elezioni per avere più poltrone? E perché ministri che presentano mozione di sfiducia, non si dimettono?”.

Quindi, sempre rivolgendosi al Carroccio, ha rivendicato gli interventi sulla sicurezza: “Ci sono due punti del programma di governo dedicati alla sicurezza, a partire da maggiore tutela alle forze di polizia e vigili del fuoco”, ha detto. “State tranquilli: pensavate di avere ipotecato la rappresentanza e il presidio di un comparto ma non è così. E’ inaccettabile per il governo che chi presta il proprio servizio per proteggere i cittadini sia costretto a operare in condizioni di carenza dei mezzi e personale. Tuteleremo anche centri urbani e delle periferie”. Infine, ai leghisti lombardi che gli hanno contestato di aver promesso un intervento per gli asili nido che al Nord “c’è già”, Conte ha detto: “E’ vero gli asili lombardi funzionano bene, ma offrono un posto a un bambino su 4: noi vogliamo dare un posto anche gli altri tre. Interverremo anche in Lombardia“.

Il presidente del Consiglio se l’è anche presa con i leghisti per la scarsa presenza in Europa e le difficoltà create negli scorsi mesi in tema di dialogo e alleanze: “La prospettiva di poter recitare un ruolo nel nuovo assetto della nuova Europa, significa rivendicare e cercare di ottenere un portafoglio economico di primaria importanza, significa prendere parte a tutti i Consigli europei, a tutti. Ci siamo intesi? E non a nessuno. E arrivare preparati, studiare i dossier e negoziare”. E ancora, alzando gli occhi dal foglio e guardando i banchi del centrodestra ha aggiunto: “Anche in tema di “alleanze europee non mi avete aiutato”.

E a chi, ancora, contesta l’unione tra Pd e 5 stelle, ha detto: “Nel mio intervento ho citato una filosofa Hanna Arendt che faceva distinzione tra pregiudizi e giudizi. E’ chiaro che M5s e Pd si sono trovati a vivere contrasti aspri. Poi, per loro, è stata una decisione forte superare pregiudizi. Hanno smesso di guardare al passato, consapevoli che siedono qui nell’interesse degli italiani, assumendosi di fronte al Paese una grande responsabilità”. Questo governo si presenta qui dopo un percorso “lineare” e non per accordi fatti “nottetempo”; il “M5s il Pd con Liberi e Uguali hanno lavorato ad un programma, ad una convergenza per un progetto da offrire al Paese. Ho usato non a caso due concetti: coraggio e responsabilità“.

Il premier, concludendo la sua replica, ha garantito attenzione per le opposizioni. “Questo governo ha grandissima sensibilità per i rapporti con il Parlamento”, ha detto, “il che significa anche con le forze di opposizione. Ci impegneremo a lavorare con metodo in modo da relegare la decretazione d’urgenza solo ai casi straordinari di necessità e urgenza. Al ministro Federico D’Incà toccherà un lavoro molto gravoso per un dialogo costante per il Parlamento. Incontreremo – lo farò anche io personalmente – i capigruppo e anche i presidenti delle commissione anche per prevenire le disfunzioni. Tutti i membri del governo saranno impegnati a presidiare e interloquire con il Parlamento e le commissioni”.

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