Salvini? Farsi dare del ‘poltronaro’ da uno che ha fatto cadere un governo perché aveva visto i sondaggi è un po’ contraddittorio. E’ lui ad aver staccato la spina solo per fame di poltrone nell’eventualità di un nuovo governo. Salvini, adesso, si sta collocando nella parte del rivoluzionario in mimetica. Questa è la sua strada. Buona fortuna”. Così, ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, Francesco Silvestri, vice capogruppo del M5s alla Camera, commenta le durissime parole di Matteo Salvini nei confronti del M5s.

E aggiunge: “Noi avevamo fatto un governo e avevamo impegnato lo Stato per 24 miliardi di clausole di Iva, peraltro con provvedimenti del M5s. Io ritengo che, quando si impegna lo Stato a questi livelli, non si scappa. Salvini mi ricorda molto il mago Do Nascimiento che faceva mille promesse, poi è fuggito in Brasile. Visto che non poteva realizzare tutto quello che aveva promesso, come la flat tax, alla fine è scappato. Io resto della mia idea: quelli della Lega si sono tirati indietro semplicemente perché hanno visto i sondaggi e non ce la facevano più a dire sì alle nostre proposte. E quindi volevano tornare al voto. Ricordo che a settembre – continua – ci sarebbero state la riforma della giustizia, la riforma sull’acqua pubblica, il taglio dei parlamentari, tutti provvedimenti che la Lega mal sopportava. Io stesso, quando ho fatto la trimestrale con Riccardo Molinari (presidente del gruppo della Lega alla Camera, ndr) e gli altri vice capogruppo, dentro di me sapevo che da lì a breve sarebbe successo sicuramente qualcosa, ma non mi sarei mai aspettato che Salvini avrebbe fatto cadere il governo ad agosto. Se non è mai successo in 100 anni, c’è un motivo tecnico, non è che tutti siano meno furbi di Salvini“.

Commento finale sui dem e sull’ex segretario del Pd, Matteo Renzi: “Timore per lui? ? Siamo coscienti che nel Pd ci siano due facce, ma, quando si va in Parlamento e bisogna dare semaforo rosso o verde, bisogna essere compatti. Il M5s non può crearsi il problema di quale corrente del Pd sia d’accordo o no coi provvedimenti, quindi abbiamo bisogno di un Pd compatto per fare le cose. Ovviamente noi ci rivolgiamo al Pd nella figura del suo segretario Zingaretti, mi auguro che il segretario al suo interno riesca ad avere un seguito. Il temperamento di Renzi – chiosa – adesso secondo me è un po’ fuori moda. Se si parla di atteggiamenti à la Salvini, bisogna osservare che adesso lui sta avendo un calo. I voltagabbana non piacciono. Dal punto di vista dell’atteggiamento, secondo me, gli italiani si aspettano una politica di spessore e non di slogan. Per questo secondo me Conte piace molto: ha contrapposto spessore e una forte umanità”.

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