Tetto spiovente verso la coda e ribassato di un paio di centimetri, portiere posteriori ridisegnate, parafanghi allargati di 19 mm e targa sul retro spostata verso l’asfalto: la nuova Cayenne Coupé strizza l’occhio a sua maestà 911 e finisce a marcare stretto BMW X6 e Mercedes GLE Coupé. E la ricetta estetica funziona, tanto da chiedersi se la Cayenne non avrebbe dovuto avere queste sembianze sin dal principio della sia carriera, iniziata nel 2002 (da allora ne sono state vendute 800 mila unità), quando i suv-coupé ancora non esistevano: certamente una formula che avrebbe trovato piena legittimità di esistere sotto l’effige del marchio tedesco.

L’impostazione dell’abitacolo a quattro posti è un mix di analogico e digitale, dove la qualità di materiali e assemblaggi è messa letteralmente in luce dal tetto panoramico in vetro (a richiesta quello di carbonio). La strumentazione sfrutta due schermi multifunzione da 7”, divisi dal classico contagiri. In plancia c’è il display da 12,3”, dedicato all’infotainment e connesso alla rete. Il tunnel centrale ospita un pannello nero che incorpora i tasti fisici per il settaggio di climatizzatore e telaio.

La spaziosità della zona posteriore dell’abitacolo è garantita dalle sedute, abbassate di 3 cm rispetto a quelle della Cayenne originale: così il profilo sfuggente non toglie troppo dello spazio riservato alla testa. Mentre il volume per i bagagli oscilla fra 600 e 1.540 litri. In altri termini, le velleità sportive della Cayenne Coupé non sacrificano troppo l’intrinseca versatilità, la stessa che ha trasformato Porsche da un costruttore di nicchia a uno di massa ed ha aperto la strada alla commercializzazione della più piccola Macan: oggi i due modelli valgono il 63% delle vendite (43% Macan, 20% Cayenne).

Il corredo tecnologico e meccanico, in alcuni casi offerto con sovraprezzo, è di livello assoluto: trasmissione 4×4, asse posteriore sterzante, sospensioni pneumatiche, barre antirollio attive e, addirittura, impianto frenante con dischi carboceramici. Mentre in coda spicca l’appendice aerodinamica retrattile, posta alla base del lunotto: si estende di 135 mm a partire dalla velocità di 90 km/h. Una somma di ingredienti che rendono la vettura un punto di riferimento dinamico fra le concorrenti.

Sulla versione “S” il V6 turbo di 2.9 litri eroga 440 cavalli e 550 Nm di coppia, spinge forte – copre lo 0-100 km/h in 6” con velocità di punta di 243 km/h – ed è molto regolare e determinato nella parte alta del contagiri, assecondato dal cambio automatico a otto marce, veloce e vellutato. Fra le curve la Cayenne Coupé è molto equilibrata, completa di uno sterzo rapido e preciso: elementi che contribuiscono a ben dissimulare le oltre due tonnellate di stazza.

Sensazioni velocistiche amplificate sulla V8 turbo, che di cavalli ne produce addirittura 550 (e 770 Nm): ne risultano accelerazioni schiaccianti, da sportiva di razza. Fortuna che a tenerla a bada c’è un impianto frenante all’altezza, con un pedale consistente e ben modulabile. Veniamo ai prezzi: si parte dai quasi 87 mila euro della Cayenne Coupé base, con motore da 340 Cv. Niente diesel: al suo posto l’ibrido plug-in da 462 Cv, capace di percorrere fino a 43 km a zero emissioni. Costa 99 mila euro e spicci. Previsioni di vendita? Porsche spera che la metà della clientela della Cayenne, storica o potenziale che sia, punti sulla versione Coupé del modello: una quota che sembra essere molto alla portata del veicolo.

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