“Rilevato il grave stato di salute degli scioperanti e sollecitati dalle preoccupazioni delle famiglie, nonché sotto imposizione del personale medico abbiamo deciso di porre fine allo sciopero della fame”. Così i quattro navigator campani che da lunedì 26 agosto manifestano contro il governatore Vincenzo De Luca, reo di “non firmare la convenzione” che permetterebbe l’assunzione del personale negli uffici per l’impiego, hanno annunciato la fine dello sciopero, ma “senza abbandonare” la loro “legittima protesta, che continuerà più forte di prima”.

I navigator hanno denunciato “l’insensibilità e l’incoscienza” della classe dirigente che sta “calpestando anche la salute delle persone”. “Abbiamo compreso che non ci sono limiti al teatrino politico che è lungi dal finire”, hanno continuato, sottolineando gli appelli lanciati negli ultimi giorni, dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte. “Abbiamo chiesto spiegazioni al presidente della regione Campania – hanno poi aggiunto i navigator – Interpellando tutte le Istituzioni di ordine e grado. Ma ad oggi nessuna risposta istituzionale è pervenuta”. I vincitori del concorso hanno parlato di “disinteresse rispetto a una questione che merita la massima urgenza per la sua risoluzione”. “Lo sciopero della fame ha mostrato all’opinione pubblica – hanno sottolineato gli organizzatori della protesta – l’assurdità di scelte politiche e di comportamenti istituzionali scorretti che hanno ricadute sulla carne viva dei propri cittadini e sui diritti costituzionali che dovrebbero essere sempre tutelati”. Il riferimento è al blocco delle assunzioni dei navigator campani, partite invece in altre regioni. Per poter far lavorare i vincitori del concorso, infatti, l’Agenzia nazionale per il lavoro e la Campania devono sottoscrivere una convenzione che, secondo quanto denunciano gli scioperanti, De Luca non vuole firmare. Il governatore chiede prima che vengano stabilizzati i 600 dipendenti precari che già lavorano all’Anpal, e dà all’agenzia tutte le colpe.

“Nonostante fosse in piedi un tavolo tecnico tra Regione Campania, Anpal Servizi e Governo da oltre quaranta giorni non è stata trovata una soluzione su questa trattativa – hanno concluso i manifestanti – C’è solo un rimpallo di responsabilità”. Per questo “chiediamo che il nuovo Governo, come priorità assoluta, risolva l’impasse politico ed esigiamo la contrattualizzazione subito”.

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