Una donna di 77 anni è morta per listeriosi all’ospedale Virgin del Rocio di Siviglia, dove è stata riportata la maggior parte delle infezioni di listeriosi, l’epidemia scoppiata nel sud della Spagna a causa di un batterio contenuto nella carne di maiale. È la terza vittima: prima di lei sono deceduti una donna di 90 anni e 72enne malato di cancro. E si è verificato anche il primo caso di contagio di un cittadino straniero: si tratta di un uomo britannico che, dopo essere andato in Andalusia, si era spostato in Francia, e lì gli è stata diagnosticata l’infezione. È quindi rimasto ricoverato per alcuni giorni prima di rientrare nel Regno Unito. Anche lui aveva consumato la carne mechada della Magrudis, società con sede a Siviglia, in Andalusia. Prodotto che si è rivelato all’origine dell’epidemia, insieme ad altri a marchio proprio, rimasti in commercio per oltre una settimana prima di essere a loro volta ritirati. Finora la catena di infezioni, la più importante della storia della Spagna, ha fatto registrare 203 casi confermati oltre a 66 probabili e 33 sospetti, ed è al centro di un avviso di allerta internazionale lanciato dal Paese iberico la scorsa settimana.

I controlli nello stabilimento della Magrudis – Anche il carrello del forno utilizzato nell’azienda è risultato positivo ai batteri Listeria monocytogenes e la scorsa settimana il quotidiano spagnolo ha rivelato che i test effettuati sugli aghi da lardo utilizzati all’interno dello stabilimento hanno dato risultati positivi per la presenza di batteri. Dal ministero della Salute andaluso però fanno sapere che i casi sono in diminuzione. “Stiamo entrando in una nuova fase di flessione – evidenzia il portavoce del gruppo di monitoraggio delle epidemie José Miguel Cisneros – anche se ci sarà un trascinamento tra settembre e ottobre”.

Cos’è la listeriosi – È un’infezione trasmessa dal batterio Listeria monocytogenes, che può essere presente nel latte crudo e nei prodotti lattiero-caseari, nonché in cibi pronti refrigerati come sandwich e carni lavorate. Nella maggior parte delle persone colpite provoca sintomi lievi, ma può rappresentare un rischio grave per le donne incinte e i nascituri, nonché per le persone anziane o con deboli difese immunitarie. Venerdì Isabel Celaa, portavoce del governo centrale spagnolo, ha difeso la gestione della crisi spiegando di avere “attivato l’allerta non appena le autorità dell’Andalusia hanno notificato l’epidemia. Tutta la carne ritenuta responsabile delle infezioni, prodotta dal 2 maggio, è stata fermata non solo in Andalusia, ma in tutta la Spagna“, ha assicurato in conferenza stampa.

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