Quante volte ho allattato i miei figli? Praticamente sempre. Mia moglie ha sempre avuto poco latte, così allattavo io, con quello in polvere, tutte le notti. In un braccio reggevo il pupo e con l’altro armeggiavo ai fornelli, basculando per dondolare il piccolo, quasi a tentoni per non accendere la luce e finirmi gli occhi come un vampiro al sorgere del sole. Ho imparato presto che tutte le ore di sonno perse non le avrei mai più recuperate.

Ma allattare un bambino… vuoi mettere? Non dico la gravidanza, ma poterlo nutrire e sentire quanto bello può essere sentirlo addosso è qualcosa che vorrei consigliare a tutti. Ma non posso: son cose solo per chi può capire. Ora, lo speaker al Parlamento neozelandese fa sicuramente scalpore, mentre il collega “reggi un attimo, per favore” e via che gli passa il figlio, biberon incluso. Perché deve essere eccezionale? Perché non vuole essere la norma!

Potrebbe partire un facile parallelismo macho-italico: a Montecitorio è più facile vedere uno che bacia la Madonna piuttosto che far fare un giro al figlioletto sulla moto d’acqua della Polizia… Rifaccio: è più facile esaltare la famiglia tradizionale piuttosto che avere figli sparsi altrove o andare con baby-squillo (che poi si dice pedofilo). Riprovo: è più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago… che non c’entra nulla, ma non sapevo come uscirne.

“E’ roba da donne e le donne stanno a casa, a far figli, a pulire e far da mangiare, essere maschi è roba da uomini”.

Dalla Nuova Zelanda lo scalpore di un uomo che allatta in Parlamento: in Italia non farebbe notizia un politico che ciuccia una tetta (con la complicità di chi se la lascia ciucciare). Chissà… non dico che il maschio dovrebbe allattare più spesso, cambiare i pannolini, leggere una favola, svegliarsi di notte, non voglio ribaltare le leggi universali del coso alpha, del tizio dominante, del padrone di famiglia. Ma se un uomo, nostrano, passasse più tempo coi figli almeno limiterebbe i danni che fa a Montecitorio (…che poi gliene avanzerebbe per riversarli sui figli. Bel casino).

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