Coincidenze del nuovo perverso intreccio tra ecologismo e sistema dei mass-media: la partenza di Greta per gli Stati Uniti sulla barca a vela di Pierre Casiraghi “con solo il secchio come toilette” e il nuovo ponte “sobrio e intelligente” progettato da Renzo Piano per Genova, hanno tenuto banco contemporaneamente, con paginate a tema e robusti richiami in prima. Negli stessi giorni, invece, ha fatto appena capolino a livello nazionale, su La Repubblica e La Stampa, la notizia che la Regione Sicilia ha bloccato la concessione per il prelievo di 700mila tonnellate di sabbia nel golfo di Termini Imerese, riserve naturali millenarie che dovevano essere espiantate dal nostro mare e trasportate nel fondo di quello del Principato di Monaco.

A far scattare il relè tra queste notizie ci vuole giusto la pressione di un dito: la sabbia serve all’avanzamento dei lavori di un nuovo mega progetto edilizio a Montecarlo, Portier Cove. Si tratta di una vera e propria isola artificiale di sei ettari, che sorgerà nel 2025 in un’area marina vicina al porto. Per costruirla stanno piantando nell’acqua 18 blocchi di cemento alti 27 metri, da 10mila tonnellate di stazza l’uno: la sabbia andrebbe poi calata dentro questa sorta di diga di protezione. L’avveniristico progetto è stato varato con la sbandierata firma dello studio di Renzo Piano e la benedizione personale del principe Alberto, che sarebbe poi lo zio dello skipper di Greta. Ovviamente tutti, a cominciare dal potentissimo impero francese delle costruzioni Bouygues, capofila dell’opera, si guardano bene dal dire la verità, e cioè che questo scempio serve giusto ad approntare altre seconde case (stavolta da 80mila euro al metro quadrato!) per gaudenti evasori fiscali di tutto il mondo, nuovi posti-barca da vendere a peso d’oro per parcheggiare yacht con la bandiera della Cayman, e magari qualche vetrina di lusso in più per far spendere soldi sporchi a distrut-turisti miliardari in servizio permanente effettivo.

Se volete sentire la musica d’accompagnamento suonata a Montecarlo, negli stessi giorni del via alla traversata atlantica di Greta, per quest’altro meno strombazzato viaggio dei 18 mallopponi di cemento da Marsiglia e della mostruosa massa di sabbia, che sta arrivando non più dal Tirreno meridionale ma da chissà dove, via Tolone, eccovi serviti: “Il principe Alberto è entusiasta del progetto e molto attento all’impatto ambientale dell’opera. Assicura che Portier Cove è stato pensato come un ‘eco-distretto’ in cui flora e fauna marina saranno debitamente tutelate. Si integrerà con la conformazione costiera del Principato sia esteticamente che ambientalmente, con una nuova linea di arrotondata, per un’estensione di 35 metri in profondità della curva della costa esistente: essa consentirà il flusso naturale delle correnti senza modificarlo”. Slurp, slurp, slurp, eccetera, eccetera, eccetera.

Non è che il grande maestro Renzo Piano, archistar e senatore a vita “ottimista e di sinistra”, sia l’unica bandierina eco-progressista sventolata dai principi cementificatori di Monaco: gli farà buona compagnia il simpatico rivoluzionario Massimiliano Fuksas, che, sempre con la moglie Doriana al fianco, ha appena vinto il concorso per un progetto nel borgo di Fontvieille. L’idea di una sorta di nuvola colorata con edifici e strade che si presenti come “un parco verticale e un mare trasparente”, servirà, stando alle parole dei Fuksas, “per vedere il giardino delle delizie ripensando alla poesia del cantico dei cantici”. Sic. La nuova mega-struttura di cinque piani prenderà il posto del vecchio porticciolo, già teatro di una prima speculazione edilizia negli anni Settanta. E qui si arriva dritti a Pierre Casiraghi, generoso tassista del mare della piccola Greta con la sua barca a vela Malizia II, nome che s’estende al cubo anche per questa geniale trovata di ‘green-washing’, che diventerà presto un film. Come tutta la dinastia dei regnanti Grimaldi, anche Pierre è impegnato in prima persona nel perenne fervore edilizio dello staterello eco-mostro di Montecarlo: figura come socio maggioritario di una solida impresa di costruzioni monegasca, l’Engeco, che proprio a Fontvieille ha firmato uno dei progetti più importanti, la ristrutturazione di un grande immobile industriale nel centro uffici e servizi Le Neptune. E possiamo immaginare quanto anche questi luoghi di lavoro del turbo-capitalismo offshore, il venerdì saranno poco affollati, ma certo non perché qualcuno degli pseudo-residenti sarà voluto scendere in piazza con Friday for Future o magari anche solo farsi un selfie sullo yacht, come Greta in mezzo alle onde dell’Atlantico, il 16 agosto scorso, con in mano il cartello “Skolstreik for Climatet” (Sciopero per il clima).

P.s.: L’autore di questo breve testo, facendo semplicemente notare qualche macchiolina nera sui nuovi vestiti verdi indossati repentinamente dai giornaloni e dalle televisioni, in ossequio all’ultima moda dell’iper-uranio dei ricchi del pianeta, non vuole assolutamente togliere nulla alla grandezza e alla bravura di Renzo Piano o dei Fuksas, e men che meno mettere in questione la buona fede della nostra amatissima Greta.

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