Luigi Di Maio a Palazzo Chigi, Giuseppe Conte alla commissione Europea. E un nuovo governo M5s- Lega con nuovi ministri graditi al Carroccio ma rispettando i rapporti di forza attualmente vigenti. Sarebbe questa la proposta che Matteo Salvini è pronto a fare al Movimento 5 stelle pur di far rientrare la crisi di governo, da lui stesso provocata, ed evitare la formazione di una nuova maggioranza composta da grillini e Pd. A sostenerlo sono fonti parlamentari degli stessi dem, secondo le quali nel frattempo i contatti con il M5s sono sospesi in attesa degli sviluppi della crisi. “Ci sono voci insistenti che Salvini stia facendo un tentativo di ricucire con il Movimento – fanno sapere -. Il M5S tiene in piedi tutte le ipotesi, per quanto ci risulta. Ma noi nel frattempo siamo alla finestra, totalmente. Aspettiamo il 20 per vedere cosa farà Conte, se di dimette o meno. Potrebbe esserci un rimpasto o anche un nuovo incarico”.

Una ricostruzione completamente destituita di fondamento quella “soffiata” dai dem e finita sui siti dei principali quotidiani nazionali. A smentirla sono praticamente tutti, a cominciare dai grillini. “Quanto riportato da alcuni organi di stampa è totalmente falso. Non solo, nessuno dei quotidiani ha contattato fonti ufficiali del Movimento 5 stelle con l’intento di verificare questa clamorosa fake news. Sono cascati nel giochino di qualcuno, ma siamo abituati ormai. Non ci interessano poltrone, non ci interessano giochi di palazzo. Per noi è importante il taglio dei 345 parlamentari per dare un grande segnale di cambiamento. Punto. Abbiamo sempre lavorato per fare il meglio del Paese e soprattutto in questo momento dopo che la Lega ha fatto piombare l’Italia in una crisi senza precedenti, nel pieno di agosto”, è la nota diramata dal Movimento dopo la diffusione dei sospetti dem da parte dei principali quotidiani. Una smentita quasi identica arriva anche da Luigi Di Maio, che su facebook scrive: “In questa estate surreale, in cui la Lega ha fatto cadere il governo in pieno agosto fregandosene del Paese e degli italiani, leggo continue fake news su futuri ruoli, incarichi, strategie. Tutte cose che non ci interessano. Tutte assurdità veicolate ad arte da qualcuno sui giornali per nascondere la verità. Aspettiamo le forze politiche il 20 agosto in aula. Chi sfiducerà Conte lo farà per evitare che si voti il taglio dei parlamentari. Questa è la realtà”“. A smentire la ricostruzione sono anche i leghisti più affezionati agli incarichi di governo e quindi meno convinti della crisi provocata da Salvini. “Di Maio premier? Con lui abbiamo lavorato molto bene in questo anno, non mi nascondo, ma non credo che questa ipotesi sia fondata. Se ci sono i margini per far rientrare la crisi? Potrebbero esserci, vediamo nelle prossime ore”, dice al fattoquotidiano.it il sottosegretario Claudio Durigon.

Una cosa e certa però: Matteo Salvini sta cercando di riavvicinarsi in qualche modo ai 5 stelle. E infatti raccoglie e rilancia il cenno di Di Maio al taglio dei parlamentari, come già aveva fatto in aula: “A differenza del Pd, la Lega ha già votato e voterà ancora per il taglio dei parlamentari. Bene il risparmio di mezzo miliardo di euro per gli Italiani. Ancora meglio il risparmio di due miliardi di euro grazie alla politica seria e coraggiosa dei porti chiusi, che qualcuno in queste ore vorrebbe cancellare tornando agli sbarchi di massa gestiti dalle Ong”. Un chiaro riferimento alla polemica che lo ha impegnato in questeo ore con il premier Giuseppe Conte.

L’impressione, dunque, è quella dei dem sia una sorta di manovra per stanare i grillini in un momento d’impasse. Dopo Matteo Renzi, che aveva proposto il governo di scopo per non fare aumentare l’Iva, Nicola Zingaretti, Dario Franceschini e Maurizio Martina, che avevano aperto a un governo di legislatura con i grillini, oggi Graziano Delrio ha addirittura proposto un contratto alla tedesca al M5s. Insomma i dem si sono scoperti abbastanza per provare a creare un governo e ritardare il ritorno alle urne. Al contrario nei ranghi del M5s nessuno ha compiuto un passo ufficiale verso il Pd. E infatti il primo a rilanciare i sospetti su un nuovo governo gialloverde è stato lo stesso che per la prima volta aveva ipotizzato un esecutivo Pd- M5s: Matteo Renzi. “Mai vista una crisi gestita così – ha scritto su facebook l’ex premier – Se non fosse una cosa seria ci sarebbe da ridere. Salvini sente scivolarsi via la poltrona e sa che solo con il potere potrà avere ancora un (breve) futuro. Il capitano si è impaurito di brutto. E dunque offre tutto a Di Maio. Scene da far impallidire il calciomercato”. Renzi è stato il primo a schierarsi contro il ritorno alle urne e per un governo di scopo con i 5 stelle. Oggi, però, ecco che l’ex premier è tornato a provocare i grillini: “Adesso vedremo che cosa farà il Movimento Cinque Stelle: può davvero accadere di tutto. Noi abbiamo una sola stella polare: il rispetto delle istituzioni”.

Meno minaccioso l’intervento del segretario Zingaretti, che invece si limita a dire che “solo nello sviluppo dell’eventuale crisi di governo sotto la guida autorevole del Presidente Mattarella si potranno verificare se esistono le condizioni numeriche e politiche di un governo diverso con una larga base parlamentare che nasca non a tutti i costi per la paura delle urne, che non abbiamo, ma dalla reale possibilità di trasformare l’Italia, cambiare e rifondare l’Europa e ricostruire una speranza”. Insomma: prima di parlare di un nuovo governo, occorre far cadere quello vecchio. Concetto esteso in serata, quando il segretario del Partito democratico è intervenuto alla festa dem a Cecina. “Decidete, qualsiasi cosa ma decidete – ha detto all’indirizzo di Di Maio Se potete governare governate altrimenti traetene le conclusioni”. “Vedremo cosa accade – ha aggiunto ai microfoni di Sky-Tg24 – denunciamo che già quello che sta accadendo non è normale ma è figlio di una crisi drammatica di chi ha governato l’Italia. Proporremo a questo paese una via di uscita, una rivoluzione della speranza. Vedremo se si aprirà la crisi, con il Presidente della Repubblica e nel percorso istituzionale se ci saranno le condizioni di costruire un’altra maggioranza. Altrimenti si combatterà strada per strada contro chi ha tradito gli italiani”. Dal segretario, poi, una stoccata al suo predecessore Matteo Renzi. Nel richiamare all’unità del partito – “Senza non c’è futuro per la democrazia” – Zingaretti ha ironizzato: “Fino a 22 secondi prima diceva che io ero il traditore e volevo fare accordi con i 5S, ma questo è il passato. Adesso è il tempo dell’unità e dei contenuti. Vediamo il 20 agosto quello che succede”.

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