Decreto sicurezza, Tav e manovra. O si va in vacanza, oppure “tutti a casa“. Inizia la settimana decisiva per il governo Conte e per la maggioranza Lega-M5s. L’ultima prima della chiusura estiva delle Aule parlamentari, durante la quale saranno posti ai voti alcuni dei provvedimenti che più hanno fatto litigare Matteo Salvini e Luigi Di Maio nell’ultimo periodo. Una “conta” in tutto e per tutto, dove si misurerà la voglia di proseguire insieme o di andare a elezioni dopo l’estate. E già da mercoledì sera il quadro potrebbe essere nitido.

La fiducia sul dl Sicurezza bis – Il provvedimento più importante è il secondo decreto sicurezza in 14 mesi, il più caro a Matteo Salvini. Il testo si compone di 18 articoli: paletti per l’accesso delle navi nelle acque territoriale italiane, maxi-multe fino a 150mila euro alle ong in caso di violazione dei divieti, daspo più severi in caso di scontri dopo le manifestazioni sportive, assunzioni di altre 800 unità nelle forze dell’ordine e aggravanti a chi si rende protagonista di scontri durante le manifestazioni. In ballo anche 3,5 milioni di euro in tre anni per la lotta al reato di immigrazione clandestina. È praticamente certa la richiesta del voto di fiducia da parte del governo, con il via libera atteso per la serata di domani, mentre già oggi si voteranno le pregiudiziali di costituzionalità.

La maggioranza in Senato però è risicata. Sulla carta i favorevoli sono appena 166 (sui 161 necessari), senza contare su aiuti esterni dal gruppo Misto. E la tenuta del governo potrebbe essere messa in dubbio dal gruppo di “malpancisti” – almeno una dozzina – che fra i 108 pentastellati non vedono più di buon occhio l’alleanza con Salvini sul tema dell’immigrazione. E se il voto di fiducia dovesse andare male, Giuseppe Conte potrebbe essere costretto a salire al Quirinale. “Vediamo se ci sono i numeri, non lo so”, ha detto Matteo Salvini nel suo ultimo giorno di vacanze a Milano Marittima.

La mozione sul Tav – Altro motivo di scontro in queste ultime settimane è stato il sostanziale via libera al Tav Torino-Lione da parte di Giuseppe Conte. Qui la divisione fra i due alleati di governo è netta: la Lega è per il sì, mentre il M5s voterà no. All’opposizione tutti i partiti principali sono per respingere la mozione pentastellata che vorrebbe lo stop all’opera ferroviaria: sono attese istanze pro-Tav dal Pd e da Forza Italia, testi che il Carroccio potrebbe votare. Si andrà in Aula per la giornata di domani, ma non è detto che il dibattito non slitti fino a mercoledì.

A Luigi Di Maio, il vicepremier leghista ha chiesto di dare il via libera a temi per il M5s “tossici” come trivellazioni, sanatoria per l’Ilva, Gronda, termovalorizzatori. E Autonomia. Altrimenti, ha scandito, “sarà crisi“. Di Maio si mostra in video, in t-shirt, ma parla di altro, di norme sul lavoro. Non replica, per non dare sponde alla campagna agostana di Salvini a caccia di voti nel centro-sud, che dal 7 all’11 agosto toccherà Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

Il braccio di ferro sulla manovra – Dibattito serrato anche sul fronte della manovra finanziaria. Lo scontro si è acceso il mese scorso, quando Matteo Salvini ha incontrato al ministero dell’Interno – alla presenza anche dell’ex sottosegretario Armando Siri – le parti sociali per esporre le idee della Lega sul tema. Il premier Giuseppe Conte sta cercando di riportare il dibattito su binari istituzionali e già per oggi ha convocato i sindacati e le categorie a Palazzo Chigi per una serie di incontri a rotazione. Le riunioni prenderanno il via alle 16 e andranno avanti fino a sera.

“Ci confronteremo sul tema del lavoro e del welfare – ha scritto il premier nella serata di ieri su Facebook – e sulle misure che abbiamo intenzione di attuare con la prossima manovra economica. Queste misure saranno oggetto di approfondimento dei tavoli tecnici del Governo che partiranno già nei prossimi giorni. Mi riferisco ai tavoli tecnici su cinque aree tematiche: riforma fiscale; spending review – tax expenditure e cuneo fiscale; privatizzazioni; piano per il sud; investimenti ed export“. Superati tutti questi ostacoli, a metà settimana dovrebbe poi tenersi la riunione del Consiglio dei ministri, l’ultima prima della pausa estiva, che potrebbe approvare il decreto legge sulla scuola, rinviato la scorsa settimana, e il decreto voluto da Di Maio con le tutele per i rider e interventi sulle crisi d’impresa.

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